A cura di Clarissa Bruno

Lo sport è un tema molto sentito per i pazienti emofilici. Spesso sentiamo parlare dello sport come un’attività che possa essere fatta da tutti e senza particolari precauzioni, tuttavia nel mondo dell’emofilia ci sono tante variabili di cui tener conto.
Lo sviluppo di equilibrio, coordinazione e resistenza che si ottiene con l’attività fisica possono produrre un gesto atletico preciso1, che è essenzialmente l’obiettivo specifico cui auspica chi fa uno sport. I vantaggi della pratica sportiva, studiati ormai da tempo sono innumerevoli, apportando benefici all’apparato muscolo-scheletrico, cardiaco, al metabolismo e alla psiche, tanto che è considerato fondamentale per la crescita sana di ogni bambino o ragazzo.

Quando un’attività fisica viene suggerita ad un paziente con emofilia sono diverse le cose di cui tener conto2,3:

  • Il tipo di emofilia e la severità
  • L’età
  • Tendenza di sanguinamento
  • Condizione fisica iniziale
  • Tipo di sport o attività fisica prescelta
  • Preferenze del paziente

Il consiglio sul tipo di attività fisica o di sport da dare ad ogni paziente dovrebbe tenere conto di quanto emerso da un’accurata valutazione clinica multidisciplinare.

Primo aspetto importante da considerare è l’indice di massa corporea (BMI = kg/m2 il peso diviso l’altezza al quadrato espressa in metri). A seconda del peso va scelta l’attività adeguata, per esempio bisognerebbe non gravare troppo sulle articolazioni, se il paziente è in una condizione di obesità.

La valutazione clinica dovrà tener conto inoltre della valutazione articolare (ROM-range of motion), muscolare, di una valutazione funzionale e del livello prestazionale (coordinazione, equilibrio, resistenza)4,6.

Sport e fisioterapia dovrebbero andare di pari passo, aiutando ad ampliare e potenziare gli effetti fisioterapici.

La pratica di uno sport dovrebbe essere sempre inserita in una fase cronica o in una fase di prevenzione.

La presenza o assenza di una condizione dolorosa, farà da guida per il lavoro che dovrà essere effettuato dal fisioterapista e poi continuato dall’allenatore dello sport desiderato7.

La presenza o assenza di una condizione dolorosa, farà da guida per il lavoro che dovrà essere effettuato dal fisioterapista e poi continuato dall’allenatore dello sport desiderato7.

Quando un paziente vuole praticare uno sport, dovrebbe prendere una decisione dopo aver raccolto le adeguate informazioni fornite dal team multidisciplinare composto da ematologo, ortopedico, fisiatra, fisioterapista, pediatra, medico dello sport. Questa flow chart mostra tutti i passaggi che dovrebbero guidare la scelta dello sport adeguato al singolo paziente8.

Secondo le Raccomandazioni della NHF (National Haemophilia Foundation) ė fondamentale:

  • Eseguire dei regolari follow-up con l’ematologo, fisiatra, fisioterapista.
  • Fare profilassi indicata con un’appropriata supervisione.
  • Per bambini con età superiore ai 6 anni, si raccomanda un minimo di 60 minuti di esercizio al giorno.
  • Consigliare attività ritenute sicure o moderate.

Ulteriori consigli da seguire per garantire una pratica sportiva corretta potrebbero essere i seguenti:

  • Effettuare un riscaldamento adeguato seguito da stretching per mantenere un normale range di flessibilità. Lo stretching deve essere eseguito anche a fine attività.
  • Usare un equipaggiamento adeguato
  • Se necessario, eseguire adeguata fisioterapia preparatoria prima di iniziare un dato sport.
  • Pazienti che vogliono fare sport e/o attività fisica ma presentano delle sinoviti croniche, atrofie muscolari, infiammazioni e dolore devono essere trattati prima della partecipazione ad un’attività fisica e/o sport.
  • Età e artropatia non dovrebbero essere una barriera alla pratica sportiva, soprattutto se si tratta di un’attività a basso impatto come nuoto o ciclismo (con casco)7

 


Per scoprire di più su come sono classificati gli sport secondo il rischio sportivo, continua a leggere: Sport ed Emofilia in Italia: una corsa ad ostacoli


Bibliografia

  1. Self-monitoring has potential for home exercise programmes in patients with haemophilia- M. GOTO, H. TAKEDANI,N. HAGA, M. KUBOTA, M. ISHIYAMA,S. ITO and O. NITTA
  2. The impact of sport on children with haemophilia. K. KHAIR,A. LITTLEY, A. WILL and S. VON MACKENSEN.
  3. J. Collision sports and risk of bleeding in children with hemophilia. Manco -Johnson, JAMA 2012, 308,1480–1481
  4. Orthopaedic issues in sports for persons with haemophilia – Axel seuser, Peter Boehm, Anatol Kume. Et cols. Haemophilia (2007),13(suppl.2),47-52
  5. Programmed Sports Therapy (PST) in People with Haemophilia (PwH) “Sports Therapy Model for Rare Diseases” Thomas Hilberg – 2018
  6. Early orthopaedic challeges in Haemophilia patients and therapeutic approch- A. Seuser et al. 2013
  7. Sports participation recommendations for patients with bleeding disorders – Cailly Howell1, Katherine Scott2, Dilip R. Patel – 2017
  8. Modified from WFH 2018 source – dalla relazione di Lic. Carla Daffunchio PT Fundación de la Hemofilia Hospital Juan A. Fernández Buenos Aires, Argentina