A cura di Giuseppe Lassandro e Paola Giordano

In un precedente articolo abbiamo già discusso sull’importanza della profilassi vaccinale nei bambini, ed anche nei bambini emofilici. Le vaccinazioni prevengono, infatti, alcune tra le malattie infettive che hanno segnato in negativo la storia dell’umanità. Sull’argomento emofilia e vaccinazioni, invece, le tematiche più “calde” sono sempre state: possibili emorragie da iniezione ed aumento del rischio di comparsa anticorpo inibitore a seguito della stimolazione immunitaria.

Recentemente sulla rivista “Haemophilia” è stato pubblicato un lavoro che riporta il punto di vista degli esperti italiani di emofilia sul tema in oggetto.

Ottantatré clinici, coordinati da uno Steering Commitee di 11 esperti multidisciplinari, dopo essersi confrontati mediante un processo validato scientificamente e denominato “Delphi Consensus”, hanno espresso il loro grado di condivisione su 27 affermazioni riguardanti aspetti fisiopatologici e di gestione clinica delle vaccinazioni nei pazienti con emofilia.

In sintesi, gli esperti si sono trovati fortemente in accordo sulle seguenti affermazioni:

  • “Bambini ed adulti devono essere sottoposti alla profilassi vaccinale, a prescindere dal livello basale di fattore carente, senza modificare il calendario vaccinale applicato per la popolazione”
  • Utilizzare aghi sottili per l’iniezione intramuscolo, applicare ghiaccio prima e dopo sul sito d’iniezione evitando lo sfregamento”
  • “I soggetti immunocompromessi (es. soggetti con infezione da HIV) devono ricevere la vaccinazione per germi capsulati e per influenza”

Gli esperti, al contrario, non si sono trovati in forte accordo sul ruolo delle vaccinazioni nel determinare lo sviluppo d’inibitore. Nel lavoro pubblicato si fa, però, riferimento ai dati del Registro Europeo PedNet (che raccoglie in prospettico i dati di molti bambini emofilici) e si sottolinea che non non c’è correlazione temporale tra l’esposizione al fattore VIII/IX e le vaccinazioni rispetto allo sviluppo d’inibitore.

Sull’argomento vaccinazioni, come per altri temi che riguardano l’emofilia (malattia geneticamente determinata ad evoluzione cronica), la risposta ai quesiti è da ricercare nella gestione multidisciplinare e nella presa in carico globale del singolo paziente.

Ricordiamo che raccomandazioni sulle vaccinazioni nel paziente con emofilia sono riportate anche nel recente aggiornamento dei principi di trattamento pubblicati da AICE (Raccomandazioni generali, paragrafo 5.1.4).


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