a cura di Eleonora Forneris

La gait analysis (analisi computerizzata del cammino) è un prezioso strumento che permette di identificare precocemente i più sottili cambiamenti nei parametri del passo e di quantificare le informazioni rilevate.

Tramite questo esame strumentale è possibile documentare le alterazioni rilevabili rispetto alle varie fasi del cammino, evidenziando i parametri di cinematica (come il corpo si muove nello spazio) e cinetica (studio delle forze che permettono la deambulazione) di anca, ginocchio e caviglia; con queste informazioni funzionali è così possibile monitorare l’andamento clinico di ciascun paziente e verificare l’impatto di interventi terapeutici sullo stato articolare, come ad esempio gli eventuali progressi in seguito a ciclo di fisioterapia.

Nei pazienti affetti da artropatia emofilica le alterazioni a carico della postura e del cammino sono decisamente importanti. I risultati ottenuti dalla gait analysis dimostrano, infatti, che tutti i parametri (cinematica, cinetica, parametri spazio-temporali) sono significativamente modificati. Ad esempio, la velocità e la lunghezza del passo risultano diminuite (vale a dire i pazienti con artropatia emofilica camminano più lentamente e con passi più corti dei loro coetanei), il periodo del doppio supporto è aumentato così come il tempo della fase di oscillazione. Questo potrebbe essere dovuto ad una diminuzione del range di movimento di anca, ginocchio e caviglia o debolezza muscolare degli arti inferiori, oppure all’adozione di strategie di compensazione del passo.

Il monitoraggio dei pazienti affetti da emofilia, attraverso l’esecuzione periodica dell’esame computerizzato del cammino, è in grado di fornirci utili indicazioni per il trattamento e la prevenzione dell’artropatia emofilica, in particolare per un precoce trattamento fisioterapico.

Questo tipo di analisi funzionale, con la possibilità di descrivere sia qualitativamente che quantitativamente il pattern deambulatorio del soggetto, è importante perché è ben noto che “un singolo emartro può provocare alterazioni a carico delle strutture articolari e/o capsulo-legamentose” (Young Hudacek, 1954) e, di conseguenza, influenzando la postura e le modalità di cammino. Pertanto, la valutazione delle loro modificazioni rispetto ad una situazione di normalità, può dunque essere applicata in campo clinico per la diagnosi precoce dell’artropatia, per definirne il grado con l’impatto in termini di limitazioni funzionali, e per la programmazione e la verifica di specifici trattamenti riabilitativi.

Un chiaro esempio delle applicazioni nella pratica clinica della gait analysis può trovare nell’esperienza pubblicata qualche anno fa dall’equipe del Centro Emofilia dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, primo contributo italiano alla letteratura in questo settore (Haemophilia 2016,22;e184-e191). Gli Autori hanno presentato i risultati ottenuti dall’elaborazione dei report clinici relativi ad un anno di valutazione in 42 bambini. Lo studio ha preso in considerazione alcuni indici generali (Gait Deviation Index, GDI, e Gait Profile Score, GPS) per riassumere la deviazione del pattern del cammino del paziente rispetto alla norma.

Dalla valutazione dei dati emerge che mentre i pazienti lievi non presentano alcuna alterazione significativa, né per quanto riguarda la funzione del cammino né per la valutazione posturale, i pazienti moderati iniziano a mostrare i primi segni di sofferenza articolare, anche se talvolta non dimostrano segni clinici evidenti (pazienti asintomatici); in tutti i pazienti gravi si evidenziano, invece alterazioni più o meno significative rispetto al range di normalità, a seconda del numero si emartri riportarti, dell’età di inizio della profilassi e della presenza o meno di inibitori. I bambini che hanno iniziato precocemente la profilassi primaria dimostrano segni di sofferenza articolare, con alterazioni a carico delle strutture e di conseguenza della postura e durante il cammino, decisamente meno rilevanti, mentre, al contrario, i pazienti in terapia on demand presentano importanti alterazioni, a dimostrazione del fatto che la profilassi nei pazienti con emofilia grave svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione del danno articolare; la presenza o meno dell’inibitore ha un impatto significativo sullo status del sistema muscolo-scheletrico, ben dimostrato dalle valutazioni con la gait analysis.

In conclusione, la gait analysis, con le dettagliate informazioni quantitative sulla postura e sul pattern deambulatorio che raccoglie, ci permette di conoscere meglio la condizione muscolo-scheletrica dei nostri pazienti e di valutare l’efficacia di determinati percorsi terapeutici, contribuendo così ad ottimizzare le scelte di trattamento più idoneo per ciascun soggetto.


Bibliografia

Forneris et al. Gait analysis in children with haemophilia: first italian experience at the Turin Haemophilia Center. Haemophilia 2016;22:e184-e191.