a cura di Eleonora Forneris 

Da qualche giorno è uscito in libreria “Nato per non correre” (CasaSirio Editore, 288 pagine, 16 euro) di Salvo Anzaldi. Una storia di vita reale, di quelle che ti riempiono il cuore e ti danno la forza di superare anche le sfide apparentemente impossibili. Salvo è un ragazzo torinese di 50 anni, affetto da Emofilia moderata che ha deciso di mettersi in gioco con altri 4 ragazzi partecipando alla celebre Maratona di New York il 1° novembre 2015.

Il libro racconta non solo dell’incredibile esperienza vissuta nella Grande Mela e del lungo anno di preparazione, ma ripercorre la vita di un emofilico che da bambino ha dovuto subire diversi ricoveri ospedalieri a causa degli importanti emartri, a carico soprattutto del ginocchio. Quello stesso ginocchio che all’età di 35 anni l’ha costretto a subire un intervento di protesi che, come avrete intuito, non ha arrestato la sua corsa!

L’emofilia per molti decenni è stata sinonimo di immobilità e di invalidità. Tirare un calcio ad un pallone per un bambino emofilico cresciuto prima degli anni ’90 (prima cioè della diffusione della profilassi e dell’era dei prodotti ricombinanti) significava ritrovarsi facilmente con un ginocchio o una caviglia gonfi, al punto da non potersi muovere per diversi giorni, con conseguenti probabili ricoveri in ospedale per la somministrazione del fattore carente e, perché no, magari per una bella ingessatura all’articolazione interessata.

Tutti coloro che gravitano attorno ad un emofilico (genitori e mogli, sorelle e fratelli, familiari e amici, insegnanti e compagni di scuola, medici e personale sanitario in genere) hanno ormai una vaga idea di cosa tutto questo possa rappresentare. Tuttavia, leggendo tra le righe di questo libro si vivono in prima persona le “avventure” di un comune ragazzo che non si è mai arreso di fronte ai limiti imposti dalla patologia.

“Nato per non correre” è un continuo di emozioni altalenanti che vale la pena di vivere insieme all’autore, è uno stimolo a non arrendersi di fronte alle difficoltà che la vita ci riserva, è uno spunto di riflessione per emofilici e non, capace di smuovere e sensibilizzare l’animo di chiunque deciderà di leggerlo… per cui, buona lettura!