a cura di Antonella Coluccia

Un argomento di particolare interesse è quello oggetto dell’articolo di recente pubblicazione sull’uso del fattore VII attivato ricombinante (rFVIIa) in emofilici con inibitore in profilassi con emicizumab (Gallia G. Levy, Elina Asikanius, Peter Kuebler1 et al. J Thromb Haemost. 2019;17:1470–1477).

L’uso concomitante dei due agenti emostatici rappresenta una condizione di aumentato rischio trombotico potenziale. Le industrie produttrici dei due farmaci hanno elaborato in collaborazione tutti i dati disponibili nel “programma HAVEN” che ha valutato l’efficacia, la sicurezza e la farmacocinetica dell’emicizumab utilizzato in emofilici con inibitore in profilassi vs emofilici non in profilassi, allo scopo di ottenere maggiori informazioni sull’uso combinato del rFVIIa con l’emicizumab.

Sono stati considerati la dose iniziale individuale del rFVIIa, l’intervallo tra le dosi e la dose cumulativa negli studi clinici HAVEN 1, HAVEN 2 e HAVEN 4 (dosi dell’emicizumab: 3 mg/kg/settimana x 4 settimane, a seguire dose di mantenimento di 1.5 mg/kg/settimana [HAVEN 1 and 2]; 6 mg/kg ogni 4 settimane [HAVEN 4]), valutando tutti gli eventi avversi riportati nei tre trial occorsi in pazienti trattati con il rFVIIa. Sono stati analizzati in totale 230 episodi emorragici in 61 pazienti e il trattamento di 13 pazienti in corso di interventi chirurgici.

La stragrande maggioranza dei sanguinamenti si è verificata nello studio HAVEN 1. Nell’evenienza in cui gli episodi emorragici hanno richiesto la somministrazione del rFVIIa la dose iniziale è stata di 100 ± 20 μg / kg nella maggior parte dei casi.

L’intervallo tra le dosi, così come il dosaggio cumulativo sono stati coerenti con le informazioni prescrittive del prodotto e la pratica clinica corrente. Nessun evento avverso grave è stato registrato, nè casi di microangiopatia trombotica o episodi tromboembolici quando i due prodotti sono stati somministrati concomitantemente.

In ragione della specifica modalità di azione, gli agenti procoagulanti rFVIIa ed emicizumab aumentano il potenziale emostatico, per cui è ragionevole temere che l’uso concomitante possa incrementare il rischio di complicanze trombotiche. Sulla base di queste analisi, però, l’uso del rFVIIa in corso di profilassi con emicizumab non modifica le informazioni note sul profilo di sicurezza di rFVIIa e attualmente riportate in scheda tecnica.

I risultati riportati in questo studio sono limitati dal numero relativamente esiguo di episodi emorragici, di cui una parte è stata trattata con rFVIIa, osservato nel corso della profilassi con emicizumab durante il programma di sperimentazione clinica HAVEN. Inoltre, un numero limitato di dosi di rFVIIa è stato somministrato durante la profilassi con emicizumab e in due importanti interventi chirurgici.

È bene precisare che, a parte quanto riportato in questo contesto dei trial clinici, il trattamento può comportare dosi multiple di rFVIIa in situazioni di attivazione della coagulazione quali infezioni, interventi chirurgici importanti o altri traumi. È necessario, pertanto, continuare a raccogliere informazioni sull’uso clinico concomitante di rFVIIa / emicizumab in un numero più ampio di osservazioni e situazioni cliniche.