Alla fine di Luglio si chiudeva in ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) la lunga trattativa per il rinnovo del contratto dei medici, veterinari e dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale, relativo al triennio 2016-2018. La firma, giunta in nottata, non ha visto l’unanimità del mondo sindacale medico: da una parte Anaao-Assomed, Cgil-Cisl-Uil, Fassid, Aaroi-Emac e Fvm e dall’altra Cimomedici, Anpo-Ascoti-Fials e Fesmed riuniti nel “Patto per la professione medica”.

Il contratto decorre dal 1° gennaio 2016 e scade il 31 dicembre 2018, sia per la parte giuridica che per la parte economica. In realtà, quello sottoscritto non è il contratto ma il testo viene definito “preintesa”. Esso, infatti, deve necessariamente passare all’esame della Corte dei Conti e del Governo per le verifiche di competenza prima della firma definitiva da parte delle organizzazioni sindacali.

Dal punto di vista economico i sindacati firmatari sottolineano di aver ottenuto un aumento mensile lordo di oltre 200 Euro oltre ad alcuni aspetti positivi, mentre quelli non firmatari evidenziano aspetti peggiorativi dal punto di vista normativo in particolare in relazione alla tutela dei diritti dei medici dipendenti.

Più di recente,inoltre, sono state evidenziate alcune criticità nel testo che si spera saranno sanate in sede di sottoscrizione definitiva, alla quale saranno invitati anche i sindacati medici che non hanno sottoscritto la preintesa.

Per approfondire: https://www.aranagenzia.it/comunicati/9876-sottoscritta-lipotesi-di-contratto-collettivo-nazionale-dellarea-sanita-per-il-triennio-2019-2021.html