La continua necessità di formazione e approfondimento scientifico ed il trasferimento delle nuove acquisizioni in modelli di gestione diagnostico-terapeutica, processo non sempre facile e immediato nelle diverse realtà assistenziali, sono stati il filo conduttore della XIV Edizione del Corso Bleeding and Thrombosis Care di Castellammare di Stabia (NA), tenutosi il 6-7 dicembre scorsi.

Una sfida continua, come sottolinea il titolo dato quest’anno, “Soprattutto in un momento come quello attuale in cui stiamo acquisendo strategie terapeutiche che possono cambiare davvero la vita dei nostri pazienti” spiega Antonio Coppola che organizza l’evento nella sua città natale con Veneranda Imbimbo, responsabile del Laboratorio di Coagulazione dell’Ospedale stabiese. Come è una sfida, ancora più impegnativa, mantenere figure professionali con esperienza e competenze in campo coagulativo, fondamentali per la gestione delle patologie emorragiche e trombotiche, che investono praticamente tutte le branche della medicina e chirurgia, nonché l’emergenza-urgenza e richiedono integrazione di conoscenze cliniche, farmacologiche e di laboratorio.

Da sempre questo evento vuole richiamare il ruolo dell’esperto in emostasi nelle nostre realtà assistenziali e questo messaggio è emerso ancora con più evidenza quest’anno, con i temi affrontati durante il Corso” continua Coppola: dalle nuove acquisizioni nei disturbi acquisiti dell’emostasi, con approfondimenti sul emofilia acquisita, coagulopatia in corso di sepsi, alterazioni della fibrinolisi e sindrome uremico-emolitica, così come nelle condizioni di rischio tromboembolico, con revisioni su trombofilia ereditaria, malattie infiammatorie croniche e, in particolare, neoplasie, cui è stato dedicato un focus su aspetti fisiopatologici (la ricerca di biomarcatori con valore prognostico) e clinici (l’impatto sulle patologie cardiache, come la fibrillazione atriale, finora poco studiato, e l’utilizzo degli anticoagulanti diretti per la prevenzione e la terapia antitrombotica, alla luce dei trial recentemente pubblicati).

Ancora gli hot topics in emofilia, con un’arena di trattamento che ormai comprende la terapia sostitutiva, con le evidenze real-world dei concentrati ad emivita prolungata, gli agenti non sostitutivi – al momento emicizumab –  consolidato per la profilassi nel paziente con inibitore e alle porte per gli emofilici senza inibitore, e la terapia genica, con i trial sia nell’emofilia A che B ormai di lunga durata e con fase 3 in pieno arruolamento; temi aperti anche nelle terapie anticoagulanti, con le esperienze crescenti con gli anticoagulanti diretti, non sempre condivise, dalla gestione del paziente anziano, in bilico tra rischio emorragico e quello di recidiva tromboembolica, a quella delle procedure invasive e chirurgia e delle complicanze emorragiche; infine, ma fondamentali, gli aspetti gestionali, che devono implementare i percorsi, con i richiami alla Legge Gelli, gli esempi concreti del “patient blood management” e di reti “tempo-dipendenti” come quella dell’ictus.

Grande interesse dei temi e qualità delle presentazioni, ottima partecipazione, ancora maggiore degli altri anni: nella sfida continua della formazione, l’evento di Castellammare ha offerto un importante contributo.