a cura di Giuseppe Lassandro e Paola Giordano

La cura dell’emofilia si basa sul principio “infusion first” cioè trattare l’evento emorragico con l’infusione del concentrato di fattore il prima possibile al fine di arrestare il sanguinamento che potrebbe arrecare un danno in acuto ma, anche, per prevenire il danno cronico.

Sulla base dell’ “infusion first” la comunità scientifica e dei pazienti è riuscita a garantire, attraverso l’impegno per l’approvazione di normative specifiche, il trattamento e la custodia domiciliare di farmaci infusionali ad esclusivo uso ospedaliero.

E se ci fosse necessità d’infondere in emergenza a scuola, oppure di eseguire una infusione di profilassi prima dell’attività motoria scolastica? I pazienti emofilici ed i loro caregivers possono usufruire di specifici dettami.

Il 25 Novembre 2005, infatti, gli allora Ministri della Salute (Storace) e dell’Istruzione (Moratti) hanno firmato congiuntamente alcune “raccomandazioni” che garantiscono la somministrazione di farmaci in orario scolastico agli alunni affetti da patologie per le quali è indispensabile, sulla base di specifica certificazione rilasciata dal medico curante, assumere la terapia durante le ore di frequenza scolastica.

In età evolutiva, infatti, la comunità scolastica rappresenta l’ambito privilegiato del processo di socializzazione e il confronto con compagni e docenti, la costituzione di rapporti basati sull’accoglienza, la solidarietà ed il rispetto reciproco creano nel bambino sicurezza e fiducia in sé stesso e facilitano l’accettazione della patologia cronica e lo sviluppo di competenze di autonomia anche nella gestione della propria particolare situazione di salute.

Commentiamo qui brevemente gli articoli del documento:

Art. 1: ribadisce che il documento è stato costruito per tutelare il diritto allo studio, alla salute ed al benessere degli studenti che necessitano, per la loro patologia, della somministrazione di farmaci in orario scolastico.

Art. 2: chiarisce che è l’Azienda Sanitaria Locale territoriale, con i suoi uffici, a rilasciare l’autorizzazione per la somministrazione dei farmaci in orario scolastico.

Art. 3: indica tutti i soggetti responsabili del processo ciascuno per le sue competenze:

  • le famiglie degli alunni e/o gli esercenti la potestà genitoriale;
  •  la scuola: dirigente scolastico, personale docente ed ATA;
  • i servizi sanitari: i medici di medicina generale/pediatri di libera scelta e le ASL competenti territorialmente;
  • gli enti locali: operatori assegnati in riferimento al percorso d’integrazione scolastica e formativa dell’alunno.

Art. 4: esplica le modalità d’intervento: l’iter che permette la detta somministrazione prende avvio dalla richiesta formale (scritta) avanzata dai genitori dell’alunno in questione e corredata da apposita certificazione medica attestante lo stato di malattia dell’allievo con la prescrizione specifica dei farmaci da assumere (conservazione, modalità e tempi di somministrazione, posologia). Il dirigente scolastico, ricevuta la richiesta da parte dei genitori, si attiva affinché la stessa venga soddisfatta per cui: individua il luogo idoneo per la conservazione e somministrazione dei farmaci; autorizza, qualora richiesto, i genitori dell’alunno ad accedere ai locali scolastici durante le ore di lezione per la somministrazione dei farmaci; verifica la disponibilità del personale docente e ATA a somministrare i farmaci all’alunno, qualora non siano i genitori stessi a farlo. Il personale docente e ATA va individuato tra coloro i quali abbiano seguito corsi di pronto soccorso ai sensi del decreto legislativo n. 626/94 o apposite attività di formazione promosse dagli Uffici Scolastici regionali, anche in collaborazione con le AUSL e gli Assessorati per la Salute e per i Servizi Sociali e le Associazioni. Il dirigente scolastico qualora non vi sia alcuna disponibilità da parte del personale alla somministrazione può stipulare accordi e convenzioni con altri soggetti istituzionali del territorio o, se anche tale soluzione non risulta possibile, con i competenti assessorati per la Salute e per i Servizi sociali, al fine di prevedere interventi coordinati, attraverso il ricorso ad Enti ed Associazioni di volontariato (Croce Rossa Italiana, Unità Mobili di Strada…).

Art. 5: Resta prescritto in ricorso al Sistema Sanitario Nazionale di Pronto Soccorso nei casi in cui si ravvisi l’inadeguatezza dei provvedimenti programmabili secondo le presenti linee guida ai casi concreti presentati, ovvero qualora si ravvisi la sussistenza di una situazione di emergenza.

Dunque, la somministrazione di farmaci in orario scolastico può essere effettuata dai genitori dell’alunno, dal personale docente ATA della scuola, da altri soggetti istituzionali o anche da associazioni di volontariato… basta una richiesta!

Non è infrequente, però, purtroppo, che si incontrino ostacoli e resistenze a vario livello, in particolare quando si tratti di somministrazione di farmaci al bisogno, cioè a seguito del riconoscimento da parte del personale scolastico della situazione di necessità del trattamento, per cui viene preferito il ricorso all’intervento del Pronto Soccorso, secondo quanto previsto dall’articolo 5. Nel caso di bambini e ragazzi emofilici, il ruolo di divulgazione e formazione che il Centro Emofilia può svolgere nei confronti della scuola risulta fondamentale.

 


Per approfondire:

http://www.trovanorme.salute.gov.it/normsan-pdf/0000/40776_1.pdf