Cari colleghi ed amici,

l’emergenza Coronavirus (COVID-19) ci sta mettendo a dura prova, come non mai; non ha precedenti, ci ha colto alla sprovvista ma dobbiamo, comunque, affrontarla con forza, tenacia e fiducia.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che le azioni da mettere in campo sono e devono necessariamente diverse, rispetto a quelle che, comunemente, utilizziamo.

Come medici in carico al SSN ci viene richiesto uno sforzo incredibile: molti di noi sono stati chiamati a svolgere servizio nei PS; molti di noi sono costretti a svolgere una duplice funzione: dare una mano in PS e continuare le normali attività, come medici in forze ai Centri Emofilia e/o alle UO da cui i Centri dipendono.

I nostri colleghi che operano in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna stanno compiendo uno sforzo incredibile e sono stremati. Immagino che, a breve, anche colleghi che operano in altre Regioni saranno similmente coinvolti in prestazioni assistenziali che prescindono dalla loro quotidianità.

Come Presidente Reggente dell’AICE ed ancor più, a nome mio personale, vi esorto a essere vicini a tutti i colleghi che, in questo momento, si trovano in difficoltà e si troveranno ad affrontare sforzi maggiori nelle prossime settimane.

Vi chiedo di essere loro vicini, di supportarli ed incoraggiarli, di far sentire loro la nostra solidarietà e volontà di collaborare in qualsiasi modo loro ritengano utile.

Noi, dell’AICE, dobbiamo essere uniti, oggi, più che mai e, oltre a ciò che ci contraddistingue come Società Scientifica, vi ricordo che abbiamo nel nostro bagaglio culturale un grande senso di appartenenza ad una comunità che lavora insieme, per un interesse comune. Abbiamo alle nostre spalle tante esperienze che hanno richiesto un grande sforzo. Penso/ricordo l’esperienza diffusione dell’infezione da HIV che colpiva direttamente i nostri assistiti. A quell’epoca abbiamo saputo dimostrare di essere compatti e ci siamo aiutati l’un l’altro. Ebbene, dobbiamo fare lo stesso in questo terribile momento.

Dobbiamo, tutti, essere di aiuto, anche soltanto morale, ai colleghi dei Centri Emofilia nelle Regioni più coinvolte dall’emergenza. A volte, basta solo un sms o una mail o una telefonata per farci sentire uniti e di conforto ai nostri colleghi più impegnati nell’emergenza COVID-19.

Allo stesso tempo, vi chiedo di continuare a lavorare per l’AICE.

Noi non ci fermiamo. Stiamo lanciando delle Survey che richiedono una vostra risposta.

Facciamolo, collaboriamo, portiamo a termine le nostre iniziative.

Infine, ultima esortazione: non dimentichiamo i nostri pazienti; dobbiamo essere loro vicini come non mai; dobbiamo aiutare i disabili; dobbiamo aiutare le famiglie che con le scuole chiuse hanno i piccoli nostri pazienti emofilici a casa e i genitori devono continuare a lavorare; dobbiamo essere vicini a tutti i giovani emofilici, agli anziani, a chi lavora ed è stato messo in smart/home working.

“Tutti a Casa” è il monito che ci viene dalle nostre Autorità Governative ed è giusto che sia così per arginare la diffusione del contagio da COVID-19, ma io temo profondamente l’insorgenza di una sindrome depressiva da COVID-19 e noi non dobbiamo farci contagiare. Dobbiamo continuare a lavorare con solerzia, aiutandoci e supportandoci e aiutando e supportando i nostri pazienti.

Vi ringrazio tanto, vi saluto ed abbraccio con affetto.

 

Angiola Rocino