La gestione del bambino con patologia ematologica (non oncologica) deve essere caratterizzata da percorsi condivisi tra”ospedale e territorio”. La diagnosi, la gestione quotidiana, i follow- up periodici e le emergenze sono tutte situazioni in cui lo”specialista” ospedaliero si interfaccia con diversi stakeholders territoriali (pediatra di libera scelta, medico di pronto soccorso, farmacista, radiologo, fisioterapista”¦ referenti delle associazioni dei pazienti). Una relazione costante tra le varie figure permette la gestione ottimale del paziente ed evita l’insorgere o l’aggravarsi delle complicanze croniche.

L’evento organizzato lo scorso Dicembre aveva come obiettivo il trasmettere le recenti acquisizioni scientifiche sulle patologie ematologiche in campo pediatrico ma, anche, a costruire un dialogo tra i vari attori in campo. Le relazioni hanno preso spunto dalla”real life”   (con casi clinici presentati dagli Specializzandi in Pediatria dell’Università  di Bari) per, poi, lasciare agli esperti la trattazione degli aspetti teorici.   Il focus centrale sono state le anemie e le coagulopatie rare (gestione farmacologica e monitoraggio clinico del bambino emofilico o con emoglobinopatia, diagnosi differenziale delle piastrinopenie e delle neutropenia nonché screening trombofilico in epoca pediatrica).

In particolare nella tavola rotonda pomeridiana   si è discusso di”Percorsi condivisi per l’emergenza emorragica e l’attività  sportiva in emofilia”. I temi”caldi” sono stati moderati dal Dott. Giuseppe Lassandro (Centro Emofilia Pediatrico di Bari) con il supporto del medico di pronto soccorso, del radiologo, dell’ematologo e del pediatra di libera scelta.