Come tutti i vaccini, anche quelli anti-COVID-19 possono causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Essi si distinguono in base alla gravità ed alla frequenza con cui si verificano (molto comuni se interessano più di una persona su 10, comuni quando interessano fino ad una persona su 10; non comuni se interessano fino ad una persona su 100; rari quando colpiscono fino ad una persona su 1.000).

Tra gli effetti indesiderati molto comuni, comuni e non comuni si elencano: dolore, prurito, sensazione di calore ed arrossamento nel sito di iniezione, stanchezza, sensazione di malessere generale, cefalea, capogiri, sonnolenza, mialgia, artralgia, brividi e febbre, nausea, vomito, diarrea, linfoadenomegalia ed insonnia.

La frequenza con cui si manifestano è variabile per i diversi vaccini, ma non è differente la frequenza con cui compaiono eventi avversi gravi.

Tra gli effetti indesiderati rari riportati in seguito a vaccinazione con preparati a m-RNA è da segnalare una temporanea paralisi flaccida facciale (paralisi di Bell). Per tutti i vaccini non è nota la frequenza delle reazioni allergiche gravi.

Circa le precauzioni d’uso, riportate in scheda tecnica, non sono rilevabili differenze di rilievo. Per tutti i vaccini, è raccomandata cautela nella somministrazione a pazienti in terapia anticoagulante o che sono affetti da piastrinopenia o da qualsiasi disturbo della coagulazione. Tale cautela nasce dal rischio di sanguinamento nel sito di iniezione con conseguente formazione di un ematoma muscolare. Non si ritengono invece possibili effetti collaterali aggiuntivi o ridotta efficacia a meno che non siano presenti comorbilità che comportino condizioni di immunodeficienza primitiva o secondaria.