a cura di Antonio Coppola

Il Comitato di Farmacovigilanza di EMA (Pharmacovigilance Risk Assessment Committee, PRAC) ha oggi reso note le conclusioni riguardo ai rari eventi di trombosi in sedi atipiche associate a trombocitopenia a seguito della somministrazione di Vaxzevria, il vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca. Nel sottolineare che la valutazione ha preso in considerazione tutti i dati ad oggi disponibili e che si è avvalsa anche del parere di un gruppo di esperti nominato ad hoc, il PRAC ha concluso che tali eventi devono essere elencati tra gli effetti collaterali molto rari del vaccino. Si evidenzia, dunque, un possibile legame con questi eventi trombotici atipici, ma nel contempo il rapporto rischio-beneficio del vaccino rimane favorevole.  

EMA sottolinea che gli operatori sanitari e le persone che si sottopongono a vaccinazione con Vaxzevria devono essere consapevoli del rischio, seppur molto raro, di eventi di trombosi associati a piastrinopenia entro due settimane. Ad oggi la maggioranza dei casi si è verificata in donne di età inferiore ai 60 anni in questo arco temporale dopo la prima dose. Le informazioni sono ancora limitate riguardo alla seconda dose. Non è stato però possibile evidenziare, sulla base dei dati attualmente disponibili, specifici fattori di rischio. Gli eventi trombotici interessano le vene cerebrali (trombosi dei seni venosi cerebrali, CVST) e addominali (trombosi venose splancniche, SVT) ma anche arterie e si associa piastrinopenia, talora con sanguinamento.

Il PRAC ha condotto una revisione accurata di 62 casi di CVST e di 24 casi di SVT riportati nel database di farmacovigilanza europea (EudraVigilance) al 22 marzo 2021, 18 dei quali fatali, derivati prevalentemente da segnalazioni spontanee dall’Unione Europea e dal Regno Unito, dove nel complesso circa 25 milioni di persone hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca. In una nota si precisa che al 4 Aprile i casi segnalati in EudraVigilance sono diventati 169 per le CVST e 53 per le SVT a fronte di circa 34 milioni di soggetti vaccinati e che tali dati più recenti non modificano le raccomandazioni del PRAC.

Tenendo conto dei rischi di ospedalizzazione e di morte da COVID-19, infatti, i benefici complessivi del vaccino nel prevenire la malattia e le sue complicanze superano i rischi dei rari effetti collaterali di trombosi atipica associati a piastrinopenia. Nel ribadire la sicurezza ed efficacia dei vaccini anti-COVID-19 disponibili, EMA evidenzia comunque che il loro uso nelle campagne vaccinali nazionali deve tenere conto della situazione pandemica e della disponibilità dei vaccini in ciascuno Stato.

Nel comunicato del PRAC si sottolinea che soggetti che abbiano ricevuto il vaccino devono rivolgersi immediatamente al medico se sviluppano sintomi ascrivibili alla combinazione di trombosi con piastrinopenia, vale a dire:

  • dispnea
  • dolore toracico
  • gonfiore degli arti inferiori
  • dolore addominale persistente
  •  sintomi neurologici, compresi cefalea grave e persistente e offuscamento della vista
  •  piccole manifestazioni emorragiche cutanee (petecchie ed ecchimosi) al di fuori del sito di iniezione.

Il PRAC riporta, ancora, che il possibile meccanismo patogenetico di questi eventi trombotici con piastrinopenia è una risposta immunologica che determina una condizione simile a quella che si può verificare nei pazienti in trattamento con eparina (trombocitopenia da eparina, HIT) e che ha richiesto nuovi studi, nonché emendamenti di quelli in corso, per ottenere ulteriori dati a riguardo.

È fondamentale, in questi casi, il pronto intervento medico specialistico, in quanto il riconoscimento ed il trattamento precoce di questi eventi può agevolare la loro risoluzione ed evitare complicanze, facendo riferimento alle linee guida disponibili.

A questo proposito la Società Italiana di Emostasi e Trombosi (SISET) ha emesso proprio oggi un comunicato per aggiornare le indicazioni già fornite sulla gestione di questi rari eventi, cui vi rimandiamo per approfondimento, anche sulla scorta di analoghe pubblicazioni di altre società scientifiche (British Society of Haematology, Canadian COVID-19 Science Advisory Table, German Thrombosis and Hemostasis Society), segnalando inoltre imminenti importanti iniziative scientifiche nazionali in questo ambito (un database prospettico delle complicanze trombotiche e uno studio prospettico di valutazione di indici piastrinici/coagulativi e immunologici nei soggetti sottoposti a vaccinazione).

A seguito delle conclusioni del PRAC, si attendono ora le decisioni dell’AIFA e delle altre agenzie nazionali sull’utilizzo di Vaxzevria, in particolare riguardo ad eventuali limiti di età, peraltro già adottati in alcuni Stati.