Per un rapido orientamento sui quesiti che più frequentemente vengono posti riguardo ai vaccini, ecco una serie di domande con risposte sintetiche ma (speriamo) chiare ed esaurienti. Per gli approfondimenti, vi rimandiamo ai numerosi articoli che trovate nello Speciale COVID-19. 
Quali vaccini anti-SARS-CoV-2 abbiamo oggi a disposizione per combattere la diffusione della pandemia COVID-19?

Abbiamo, oggi, disponibili in Italia 2 vaccini che prevedono la somministrazione di  una sequenza di RNA messaggero (mRNA) sintetizzata in laboratorio, che contiene tutte le informazioni necessarie per indurre la sintesi della proteina Spike presente sulla superficie del virus e utilizzata dal virus per penetrare nelle cellule e infettarle.

Si tratta dei vaccini:

  • Comirnaty (vaccino Pfizer-BioNtech), utilizzabile in soggetti di età pari o superiore a 16 anni
  • COVID-19 Vaccine Moderna, utilizzabile in soggetti di età pari o superiore a 18 anni

Abbiamo inoltre a disposizione 2 vaccini che utilizzano un vettore virale ricombinante (di sintesi, non replicante), rappresentato da un Adenovirus. Il vettore virale trasporta materiale genetico del virus ed è in grado di indurre la sintesi della proteina Spike verso cui il sistema immunitario monta una specifica risposta anticorpale, in modo da proteggere il ricevente in caso di una successiva infezione.

Si tratta dei vaccini:

  • Vaxzevria (vaccino AstraZeneca) che utilizza un vettore ricombinante rappresentato da un Adenovirus di scimpanzé e può essere usato in soggetti di età pari o superiore ai 18 anni. In Italia, viene, preferibilmente, utilizzato in soggetti di età superiore ai 60 anni non “estremamente vulnerabili”, cioè non a rischio di sviluppare forme gravi di COVID19
  • COVID-19 VACCINE JANSSEN (vaccino Janssen di Johnson&Johnson) utilizza come vettore un Adenovirus umano geneticamente modificato per contenere il codice genetico della proteina Spike. Anch’esso, in Italia, può essere usato in soggetti di età pari o superiore ai 18 anni e, preferibilmente, in soggetti di età superiore ai 60 anni non “estremamente vulnerabili”, cioè non a rischio di sviluppare forme gravi di COVID-19.
Come viene somministrato il vaccino?

La somministrazione di tutti i vaccini attualmente disponibili avviene mediante iniezione intramuscolare, per lo più nella parte superiore del braccio (muscolo deltoide).

Quante dosi di vaccino occorrono per essere immunizzati contro il virus SARS-CoV-2 ?

Il calendario e il numero delle dosi dei vaccini sono stabiliti sulla base degli studi clinici che ne hanno portato all’autorizzazione.  

Solo per il vaccino Janssen di Johnson&Johnson è prevista un’unica somministrazione. Per gli altri vaccini sono previste due somministrazioni con intervalli differenti a seconda del vaccino:

  • 21 giorni per Comirnaty (vaccino Pfizer-BioNTech)
  • 28 giorni per il COVID-19 Vaccine Moderna
  • da 4 a 12 settimane per Vaxzevria (vaccino AstraZeneca)

Di recente le autorità regolatorie in Italia e in Europa hanno approvato l’estensione fino a 42 giorni dell’intervallo per la seconda somministrazione dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna. 

Si può scegliere il tipo di vaccino? Come fare a sapere se un tipo di vaccino è controindicato per alcuni soggetti, rispetto ad altri?

No, le forniture di vaccini sono disposte dalle Regioni e inviate alle Aziende Sanitarie Locali.

Quando ci si presenta per la vaccinazione, viene richiesta la compilazione di un modulo ove indicare patologie concomitanti o pregresse, allergie, terapia farmacologica in atto ecc. Un medico valuta, inoltre, lo stato di salute generale identificando eventuali controindicazioni alla somministrazione del vaccino disponibile e propone l’alternativa vaccinale più idonea.

Se la prima dose viene effettuata con un vaccino, la seconda dose deve essere somministrata necessariamente con lo stesso?

Si, la seconda dose, se prevista, dovrebbe essere eseguita con lo stesso vaccino utilizzato per la prima somministrazione. Non sono, infatti, disponibili informazioni circa l’efficacia e la sicurezza in caso venga impiegato per la seconda dose un vaccino diverso da quello ricevuto con la prima somministrazione. Tuttavia, sono in corso studi tesi ad indagare rischi e benefici di una tale evenienza.

Sono subito protetto nei confronti del virus?

No, l’efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose per Comirnaty (Pfizer-BioNTech), dopo 14 giorni per il Moderna. Per il vaccino prodotto da AstraZeneca (Vaxzevria), la protezione inizia, generalmente, dopo tre settimane dalla prima dose e si completa due settimane dopo la seconda.

Il vaccino può provocare la malattia COVID-19 od alterazioni genetiche?

No, i vaccini attualmente disponibili non contengono virus vivi e anche quelli che utilizzano vettori virali contengono adenovirus modificati in modo da non potersi replicare. Tutti i vaccini, non possono, quindi, trasmettere l’infezione da SARS-CoV-2 e non possono indurre la comparsa di COVID-19. Quelli a mRNA, inoltre, rimangono in circolo nel nostro organismo per sole 24 ore e non sono in grado di inserirsi nel DNA delle cellule umane; quindi, non possono dar luogo a mutazioni o alterazioni geniche.

Chi ha già avuto l’infezione da SARS-CoV2 e la malattia COVID-19 in forma sintomatica o asintomatica può essere vaccinato?

La vaccinazione non è controindicata in persone che hanno già avuto una precedente infezione SARS-CoV-2 e una qualsiasi forma di COVID-19, anzi, potenzia la memoria immunitaria. Non occorrono test particolari prima di sottoporsi a vaccinazione. Al momento, viene proposta la somministrazione di una sola dose vaccinale eseguita tra tre e sei mesi di distanza dall’infezione. Clicca qui per approfondire. 

Una volta ricevuto il vaccino, posso non utilizzare la mascherina?

No, le abitudini apprese in questo anno di pandemia vanno mantenute, almeno fino a che la grande maggioranza della popolazione non sarà stata vaccinata e, quindi, la circolazione del virus risulterà minima! Si raccomanda, anche quando è raggiunta la protezione vaccinale, di usare la mascherina, garantire il lavaggio frequente delle mani, mantenere il distanziamento sociale ed evitare gli assembramenti. Clicca qui per approfondire.

In quali siti web posso trovare informazioni su infezione da SARS-CoV-2 e COVID-19 e sulle vaccinazioni?

Sul sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it) vi è una sezione continuamente aggiornata sul monitoraggio epidemiologico dell’infezione e sulle misure di prevenzione adottate dal Governo italiano. Qui è possibile, inoltre, trovare le informazioni sul piano vaccinale in Italia  (“Piano strategico per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” – Decreto 2 gennaio 2021; “Piano del Commissario straordinario” del 13 Marzo 2021)

Sul sito di AIFA è reperibile un Report aggiornato sulle vaccinazioni eseguite in Italia, con la distribuzione tra differenti regioni, differenti fasce di età e figure professionali. (https://www.aifa.gov.it/).

 

Quali effetti collaterali possono essere provocati dalla vaccinazione?

Tra gli effetti indesiderati più frequentemente riscontrati, a seguito della somministrazione di qualsiasi tipo di vaccino si annoverano: dolore ed arrossamento nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, mialgia, artralgia, brividi e febbre, nausea, linfonodi ingrossati ed insonnia.

Tra gli effetti indesiderati rari associati alla somministrazione dei vaccini a m-RNA è da segnalare la paralisi flaccida facciale temporanea (paralisi di Bell).

Per tutti i vaccini, sono segnalate rare reazioni allergiche gravi e manifestazioni anafilattiche che possono essere pericolose per la vita. Per questo motivo, dopo aver ricevuto la vaccinazione occorre trattenersi nel Centro di Vaccinazione per almeno 15 minuti.

Una combinazione di trombosi venose in sedi atipiche e piastrinopenia è stata osservata molto di rado in persone vaccinate con il vaccino Vaxzevria (AstraZeneca) e, ancora più raramente, il COVID-19 VACCINE JANSSEN (vaccino Janssen di Johnson&Johnson). Tali complicanze si verificano in circa 1 caso/1 milione di vaccinati e perciò, dopo revisione dei casi, EMA ha  sottolineato che i benefici derivanti dalla vaccinazione sono di gran lunga superiori rispetto al rischio remoto di sviluppare questa complicanza inusuale. Tali rarissime complicanze si sono verificate soprattutto in soggetti di età inferiore ai 60 anni, perciò in Italia e in altri paesi, è stata definita la somministrazione preferenziale di questi vaccini in persone al di sopra dei 60 anni. I vaccinati vengono comunque informati della necessità di rivolgersi immediatamente al medico in caso sviluppino sintomi come: mancanza di respiro, dolore toracico, gonfiore delle gambe, dolore addominale persistente. Inoltre, chiunque abbia sintomi neurologici come mal di testa violento e insopportabile, o visione offuscata o lividi cutanei insorti dopo pochi giorni dalla vaccinazione deve rivolgersi ad un medico per gli approfondimenti diagnostici e le cure del caso.

Le donne in gravidanza o che stanno allattando possono vaccinarsi?

I dati sull’uso dei vaccini anti-COVID-19 durante la gravidanza e l’allattamento sono limitati. Tuttavia, i vaccini non sono controindicati e non escludono le donne in gravidanza, specialmente se la gravidanza è combinata a fattori di rischio come diabete, malattie cardiovascolari od obesità. Se siete in gravidanza, chiedete consiglio al vostro ginecologo!

Le persone con allergie possono vaccinarsi?

Le persone che soffrono di dermatite da contatto, allergie a farmaci od eccipienti, allergie respiratorie (rinite, congiuntivite, asma bronchiale) possono vaccinarsi. Come gli altri, devono rimanere in osservazione dopo la vaccinazione. Non devono sospendere eventuali terapie in atto.

Lo stesso si consiglia in caso di allergie alimentari; per chi ha presentato reazioni gravi è consigliabile che la vaccinazione venga effettuata in ambiente ospedaliero.

In caso di asma bronchiale grave, la vaccinazione può essere effettuata in ambiente protetto; chiedete, perciò, consiglio all’allergologo che vi ha in cura e al vostro medico di riferimento.

Le persone che hanno presentato una reazione allergica grave (anafilassi) devono rimanere sotto stretto controllo medico, pertanto devono avvisare il personale del centro vaccinale. Le persone con allergia agli eccipienti contenuti nei vaccini (per es. PEG, macrogol, polisorbati) non devono essere vaccinate con i vaccini che contengono queste sostanze!

In caso soffra di mastocitosi, posso vaccinarmi?

Si, ma si raccomanda di utilizzare la copertura antistaminica per via orale fin dal giorno precedente la vaccinazione e fino al quinto giorno successivo.

Le persone con malattie croniche, diabete, tumori o malattie cardiovascolari possono vaccinarsi?

Sono proprio queste le persone che beneficiano maggiormente della vaccinazione! L’ISS ha organizzato un piano vaccinale in modo da proporre prioritariamente la vaccinazione alle persone fragili, quelle che per età o patologia sono a maggior rischio di sviluppare la forma grave di COVID-19 e di morire per le complicanze che ne derivano.

Le persone con malattia celiaca o malattie autoimmuni possono vaccinarsi?

Non ci sono controindicazioni; queste persone possono vaccinarsi.

Persone con immunodeficienze congenite o acquisite possono vaccinarsi?

I dati relativi alle persone con difese immunitarie compromesse sono ancora limitati. Tuttavia, queste persone possono essere vaccinate anche se potrebbero non rispondere in modo ottimale al vaccino; non vi sono, comunque, problemi di sicurezza. In ogni caso, proprio per la depressione immunitaria da cui sono affette, queste persone devono sottoporsi a vaccinazione perché potrebbero essere ad alto rischio di complicanze gravi e morte in caso contraggano l’infezione da COVID-19.

I pazienti con Malattie Emorragiche Congenite (MEC) possono essere vaccinati? Che precauzioni vanno adottate?

I pazienti con MEC non sono a più alto rischio di contrarre l’infezione virale e sviluppare forme gravi della malattia, tuttavia qualora sia necessaria l’ospedalizzazione ed un supporto ventilatorio, la gestione può diventare complessa. Questi pazienti devono essere pertanto vaccinati come qualsiasi altra persona, pur con alcune precauzioni.

Dal momento che la somministrazione del vaccino avviene per via intramuscolo, vi è il rischio di un ematoma nella sede di iniezione. È bene, dunque, avvisare il personale sanitario della propria coagulopatia, in modo che, se possibile, possa essere utilizzato un ago più sottile.

Si raccomanda, inoltre:

  • Di esercitare una pressione sul sito di iniezione per circa dieci minuti.
  • Nei pazienti con emofilia grave/moderata o con Malattia di von Willebrand tipo 3 in profilassi o in terapia a domanda, la vaccinazione dovrebbe essere effettuata dopo una somministrazione di FVIII/FIX o, rispettivamente, concentrato di Fattore von Willebrand. Chiedete quindi informazioni al Medico del Centro Emofilia: vi saprà consigliare al meglio! Ricordate comunque che il dolore e una sensazione di fastidio nella sede di iniezione sono tra gli effetti collaterali comuni della vaccinazione e non devono destare preoccupazione se non accompagnati da tumefazione.
  • L’immunotolleranza, il trattamento per l’epatite C e la terapia antiretrovirale per infezione da HIV non controindicano la vaccinazione.
Nelle persone con Malattie emorragiche Congenite è consigliato l’uso preferenziale di un vaccino rispetto ad un altro?

No, al momento non vi sono indicazioni per preferire un vaccino rispetto ad un altro; valgono, dunque, le stesse considerazioni che si fanno per tutte le persone che si sottopongono a vaccino.

Gli adenovirus usati per i vaccini a vettore virale sono differenti dai virus adeno-associati (AAV) utilizzati negli studi attualmente in corso per la terapia genica in emofilia. Al momento, dei vaccini attualmente in uso o in sperimentazione clinica, nessuno prevede l’uso di AAV. Non vi è, pertanto, una controindicazione alla vaccinazione per i pazienti inseriti in studi sperimentali di terapia genica o che potranno, in futuro, beneficiare di tale modalità terapeutica.

 Le persone con MEC non hanno rischi aumentati di andare incontro ai rarissimi casi di trombosi in sedi atipiche associati a riduzione della conta piastrinica osservati dopo vaccinazione con Vaxzevria (AstraZeneca) o COVID 19 VACCINE JANSSEN (vaccino Janssen di Johnson&Johnson). Infatti, il meccanismo che potrebbe spiegare questi eventi non è correlabile in alcun modo a quanto si verifica nei difetti congeniti di coagulazione. Inoltre, i vantaggi che derivano dalla protezione vaccinale contro COVID-19 sono di gran lunga superiori al rischio che si sviluppi questa rarissima complicanza.