A cura di Anna Chiara Giuffrida

La sessione conclusiva del Convegno, alla fine della mattina del 16 ottobre, è stata dedicata ai principali temi e gli obiettivi di alcuni progetti di ricerca e attività che AICE sta realizzando attraverso i suoi Gruppi di Lavoro (GdL). Con l’autorevole moderazione dell’ex Presidente AICE Massimo Morfini e del Presidente del Comitato Scientifico Armando Tripodi, si sono affrontati i prossimi sviluppi dell’impegno dei GdL in ambito di genetica, qualità dei laboratori, problemi muscoloscheletrici e impatto delle malattie emorragiche congenite (MEC) nelle donne.

Francesco Bernardi ha illustrato alcuni progetti di ricerca sulla caratterizzazione molecolare dell’emofilia. Se è ben chiaro che le differenti mutazioni genetiche responsabili di emofilia influenzano in maniera variabile il FVIII/FIX endogeno prodotto e il fenotipo, non è ancora definito l’impatto sul FVIII/FIX esogeno, cioè sul prodotto farmaceutico infuso in un soggetto con emofilia. È quindi di grande interesse scientifico, ma anche clinico per le potenziali ricadute sulla personalizzazione del trattamento, studiare se e come il genotipo possa condizionare la farmacocinetica dei concentrati di FVIII/FIX. Altri fattori genetici, inoltre, possono modificare il profilo farmacocinetico del fattore infuso. Questo è chiaramente emerso in recenti studi sull’emofilia B che il suo gruppo, spiega Bernardi, ha condotto in collaborazione con i Centri AICE e con il GdL Farmacocinetica, come emerso dalla presentazione di Morfini nella prima giornata del convegno, di cui vi abbiamo già dato notizia in questo speciale. Non vi sono ancora evidenze per l’emofilia A, ma il primo e chiaro target da investigare è rappresentato dai recettori delle LDL che, oltre al ruolo nel metabolismo delle lipoproteine e nell’omeostasi del colesterolo, intervengono anche nella clearance e regolazione dei livelli plasmatici del FVIII. È già noto che alcuni polimorfismi di questi recettori si associano a differenti livelli plasmatici di FVIII; è verosimile, dunque, che tali varianti polimorfiche possano influenzare anche la farmacocinetica dei concentrati di FVIII utilizzati per il trattamento dei pazienti con emofilia A.

Claudio Molinari ha presentato alcuni risultati del programma di verifica esterna di qualità (VEQ) dei laboratori di riferimento dei Centri emofilia italiani, fortemente voluto da AICE e gestito con grande cura dal GdL ad hoc che coordina insieme a Rita Santoro. Il progetto, ricorda Molinari, è iniziato nel 2018 proponendo ai laboratori esercizi sul dosaggio dei Fattori VIII (FVIII) e IX (FIX) e sulla titolazione degli inibitori, con la valutazione esterna di ECAT (External quality Control of diagnostic Assays and Tools with focus on Thrombosis and Haemostasis, Voorschoten, Olanda). Nel 2019 si è meglio definito il panello di esercizi proposti, focalizzando i dosaggi di FVIII e FIX sui livelli medi e bassi, quelli cioè di maggiore criticità per le diagnosi di emofilia, oltre ad aggiungere esercizi per la diagnostica della Malattia di von Willebrand. Nel 2021, inoltre, il GdL si è impegnato nella produzione di documenti di consenso, volti a rendere omogenei gli approcci relativi alle metodiche diagnostiche e a migliorare l’accuratezza dei laboratori. Il primo di questi documenti, dedicato a sottolineare il ruolo del laboratorio nella gestione del paziente con emofilia, dalla diagnosi al monitoraggio della terapia, è stato pubblicato sul sito AICE ad agosto u.s., dopo approvazione dei Soci mediante consultazione online, ed è stato distribuito nella sua edizione a stampa proprio in occasione del Convegno.

L’adesione dei laboratori al programma VEQ è sicuramente migliorata nel tempo, prosegue Molinari, sia in termini di numero dei laboratori partecipanti che di costanza nell’invio delle risposte e della loro qualità, anche se sussistono ulteriori margini di miglioramento. E’, inoltre, fondamentale che dei risultati degli esercizi del laboratorio di riferimento siano consapevoli anche i responsabili dei Centri. Il GdL sta lavorando anche per promuovere questa interazione, non sempre scontata, soprattutto nel caso di laboratori che operano in strutture o anche ospedali diversi da quelli del Centro. Nel complesso, il significativo impegno, anche economico, di AICE sta dando i suoi frutti, anche per aver diffuso consapevolezza del ruolo del laboratorio e dell’importanza della stretta interazione con i clinici, indispensabile nella gestione delle MEC. AICE intende ancora investire molto in questa direzione, sia per quanto riguarda il Programma VEQ che nella produzione di documenti di consenso (è in fase avanzata la realizzazione di ben quattro documenti specifici) e in iniziative educazionali.

A seguire, Silvia Linari ha presentato il neonato GdL AICE MECdonna, dalla composizione agli obiettivi, rivolti ad esplorare il mondo spesso negletto, sia in ambito di ricerca che clinico, delle donne portatrici di emofilia e affette da MEC più rare. L’attenzione di questo GdL sarà dedicata a 360° agli aspetti che riguardano la gestione di queste donne, dalla valutazione delle manifestazioni emorragiche all’inquadramento diagnostico laboratoristico e agli approcci di prevenzione e trattamento delle emorragie. Potete sentire dalla viva voce di Silvia Linari alcune considerazioni in merito, nell’intervista che ci ha rilasciato a Roma, insieme a Marisanta Napolitano, che ha illustrato il primo progetto di ricerca varato dal gruppo MECdonna, uno studio retrospettivo osservazionale per valutare la gestione delle donne portatrici di emofilia A e B durante la gravidanza, il parto ed il puerperio. Lo studio consentirà di descrivere gli approcci clinici seguiti dai Centri emofilia italiani in questo ambito negli ultimi 10 anni, per verificarne, alla luce degli outcome che saranno rilevati, efficacia e sicurezza. La proposta di studio, che Napolitano ha elaborato con i colleghi del GdL Dino Pollio e Samantha Pasca, è stata già valutata dal GdL Studi Clinici ed approvata dal Consiglio Direttivo. Avendo avuto l’opportunità di questa presentazione all’Assemblea dei Soci in occasione del Convegno, al termine dell’intervento di Napolitano, la Presidente ha chiesto l’approvazione della conduzione dello studio sotto l’egida dell’AICE, che è risultata unanime.

Nell’ultimo intervento della sessione, Walter Passeri, tra i progetti del GdL Muscoloscheletrico dell’AICE, ha presentato l’impegno in ambito di medicina riabilitativa. È ben noto che le figure del fisiatra e del fisioterapista siano fondamentali all’interno del gruppo multidisciplinare per la ‘global care’ del paziente con emofilia e che questi professionisti, pertanto, dovrebbero essere presente in tutti i Centri emofilia. È, purtroppo, altrettanto evidente che ciò non si realizzi in molte realtà e che anche AICE non abbia sistematicamente lavorato a tal fine. Di recente il GdL ha realizzato una survey per definire lo stato dei Centri emofilia riguardo alla disponibilità di fisiatri e fisioterapisti, anche per cercare di coinvolgere maggiormente questi professionisti nelle attività di AICE. Inoltre, la Presidente ha affidato al GdL il compito di produrre manuali pratici di terapia riabilitativa, che possano essere di riferimento per i clinici e per i pazienti stessi. Il primo obiettivo che si è deciso di affrontare è la terapia riabilitativa nel paziente con emofilia sottoposto ad intervento ortopedico, argomento che riveste un’importanza strategica per il risultato complessivo della chirurgia, in termini di recupero funzionale. Lo scopo del manuale è illustrare le buone tecniche riabilitative in questo ambito, frutto dell’esperienza di fisiatri e fisioterapisti che da anni affiancano gli ortopedici nel trattamento protesico dei pazienti emofilici.

È importante che il documento sia condiviso con gli altri specialisti del settore che lavorano nei Centri Emofilia italiani, in modo che possa poi essere consapevolmente e diffusamente adottato, ha concluso Passeri, auspicando al più presto un incontro con i fisiatri che già collaborano con i Centri al fine di definire meglio il loro ruolo, migliorare i rapporti di collaborazione con i Centri e formulare nuove ipotesi di progetti da realizzarsi.