a cura di Alberto Catalano

Iniziamo con questo articolo ad affrontare un tema di grande interesse ed attualità: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

È esperienza di tutti come il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sia stato sottoposto a uno stress estremo a causa della pandemia da COVID-19 e gli effetti siano stati deleteri, non solo sulla gestione dei pazienti contagiati, ma anche sull’accesso alle visite e alle cure delle  persone affette da altre patologie.

Secondo un’indagine di Cittadinanzattiva pubblicata a ottobre dello scorso anno, numerose sono le prestazioni sanitarie rinviate e ancora da recuperare e tale situazione critica ha coinvolto indiscriminatamente tutta l’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, con migliaia di ricoveri sospesi e milioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali non erogate.

Di conseguenza, quindi, anche le persone affette da malattie rare sono state vittime di tutto ciò.

Per meglio pensare a quali saranno le possibili ricadute del PNRR sul mondo delle malattie rare, ed in particolare su quello dell’emofilia e delle malattie emorragiche congenite (MEC), è necessario conoscere il contesto e la sua struttura, tenendo presente che, essenzialmente, è uno strumento di politica economica. In un secondo articolo affronteremo più dettagliatamente la problematica dal punto di vista specifico.

Nel mese di maggio 2021 il PNRR, nella sua articolazione complessiva, è stato presentato dal Governo alle organizzazioni sindacali. A tale incontro è seguito, nel mese di giugno, un confronto tecnico ed una illustrazione dei singoli progetti.

Il progetto di riforma dell’assistenza territoriale è stata oggetto di incontri con le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL in data 21 ottobre 2021, 5 novembre 2021 e 15 novembre 2021. Nel mese di novembre è stato presentato alle organizzazioni sindacali il progetto di riforma degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS).

Infine il Ministero ha assicurato la partecipazione a numerosi eventi pubblici (congressi, convegni webinar e forum) rivolti al personale del servizio sanitario ed ai singoli cittadini relativi alle iniziative connesse alla Missione 6 (Salute) del PNRR.

Il PNRR è lo strumento che, grazie ai fondi del Next Generation Europe, si propone di rendere l’Italia più equa, sostenibile e inclusiva, nella speranza di poter ricostruire la nostra società dopo i danni economici e sociali provocati dalla pandemia da COVID-19.

Il PNRR si struttura in quattro aree:

  1. Obiettivi generali
  2. Riforme e Missioni
  3. Attuazione e monitoraggio
  4. Valutazione dell’impatto macroeconomico

e si fonda su tre priorità condivise nell’Unione Europea:

  • Digitalizzazione e innovazione
  • Transizione ecologica
  • Inclusione sociale

Su queste basi sono state previste sei missioni e di queste la n. 6 è appunto quella dedicata alla Salute.

Per tutte le missioni, e quindi anche per quella dedicata alla salute, vengono indicate le riforme necessarie affinché i vari interventi possano essere gestiti e realizzati.

Se queste sono le premesse, cerchiamo di comprendere meglio gli obiettivi della missione salute.Viene finanziata con complessivi di 15,63 miliardi di euro. A questi si aggiungono le risorse del React EU (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe) e del Fondo Nazionale Complementare per ulteriori 4,6 miliardi. L’intervento per la Missione Salute, pertanto, ammonta a circa 20,23 miliardi a disposizione nel periodo 2021-2026.

Con questi finanziamenti dovranno essere realizzati i seguenti obiettivi: Maggiore digitalizzazione, Inclusione, Equità di accesso alle cure, Prevenzione, Servizi territoriali e Ricerca.

Vediamo ora nel dettaglio come dovranno essere investiti questi finanziamenti:

  1. Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale

     

    1. Casa come primo luogo di cura, assistenza domiciliare e telemedicina.
    2. Case della comunità e presa in carico della persona.
  2. Innovazione, ricerca e digitalizzazione del SSN
    1. Ammodernamento tecnologico degli ospedali.
    2. Ecosistema innovativo della salute.
    3. Iniziative di ricerca per tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario ed assistenziale.
    4. Rafforzamento delle infrastrutture tecnologiche e degli strumenti per la raccolta, l’elaborazione, l’analisi dei dati e la simulazione.
    5. Sviluppo tecnologico-professionale, digitale manageriale del personale del sistema sanitario.
    6. Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN.
    7. Verso un nuovo ospedale sicuro e sostenibile.

Nell’ambito della Missione Salute, inoltre, sono previste due riforme:

  1. Riorganizzare la rete degli IRCCS
  2. Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale.

Come si può facilmente osservare, lo scopo principale della componente 1 è di perseguire la de-ospedalizzazione favorendo le terapie domiciliari e la telemedicina. Infatti nel piano viene precisato: “gli interventi di questa componente intendono rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari”. La Casa della Comunità diventerà lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati cronici. In questo contesto viene dato particolare impulso alla telemedicina, che potrà contribuire a ridurre gli attuali divari geografici; garantire una migliore “esperienza di cura” per gli assistiti; migliorare i livelli di efficienza dei sistemi sanitari regionali tramite la promozione dell’assistenza domiciliare e di protocolli di monitoraggio da remoto.

Con la componente 2 (Innovazione, ricerca e digitalizzazione del SSN), come scritto nel piano, si consentiràil rinnovamento e l’ammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti, il completamento e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), una migliore capacità di erogazione e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) attraverso più efficaci sistemi informativi. Rilevanti risorse sono destinate anche alla ricerca scientifica e a favorire il trasferimento tecnologico, oltre che a rafforzare le competenze e il capitale umano del SSN anche mediante il potenziamento della formazione del personale”.

Come già accennato, pubblicheremo a breve un altro articolo in cui proveremo ad analizzare vantaggi e criticità del PNRR in relazione alle malattie rare ed in particolare all’Emofilia e alle MEC.