A cura di Grazia Delios e Paolo Abrate*

Il Corso si è tenuto, in presenza e con contribuiti video, nelle Aule delle Officine H del Gruppo Olivetti, appartenenti al sito UNESCO di “Ivrea, città industriale del XX secolo” ed attuale sede del Polo Universitario della città.

L’evento, che ha ricevuto il patrocinio di AICE e di ACEP (Associazione Coagulopatici Emofilici Piemontesi Massimo Chesta Onlus), ha potuto contare su contributi scientifici di grande valore, tra i quali l’intervento “I microsanguinamenti e il danno articolare” di Carlo Martinoli. Altrettanto stimolante è stato l’apporto di Alessandra Borchiellini, che ha illustrato “La gestione perioperatoria del paziente emofilico”

Le attuali e future strategie terapeutiche sono state descritte nella relazione di Roberto Santi (La terapia sostitutiva e non sostitutiva: stato dell’arte e innovazioni) e di Silvia Linari (La terapia genica: a che punto siamo?). I nuovi trattamenti hanno la caratteristica principale di ridurre il numero di somministrazioni, determinando potenzialmente un miglior rapporto del malato con la terapia anche in termini di qualità della vita e aderenza alla prescrizione.

L’aderenza alla cura prescritta rappresenta un parametro fondamentale nella gestione della terapia ed è una condizione necessaria al fine di aumentare le probabilità di efficacia del trattamento in atto: in tale ambito, dopo la relazione introduttiva di Irene Ricca (Aderenza al trattamento ed efficacia della terapia), si sono succeduti interventi volti a rilevare i fattori che influenzano l’aderenza del paziente alla terapia proposta (I determinanti dell’aderenza alla terapia nei pazienti adulti con emofilia di Ruggero La Sala) e la sostenibilità di tali trattamenti, molto costosi, soprattutto i più innovativi  (Sostenibilità delle terapie in emofilia: la real world evidence a supporto dell’allocazione delle risorse della Eliana Spinelli). L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la perdita di aderenza al trattamento come un problema globale: essa è una delle cause principali di fallimento terapeutico con il conseguente ed inevitabile aumento dei costi a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Obiettivo del corso, caratterizzato da un confronto continuo tra i partecipanti e pienamente raggiunto, è stato quello di descrivere il ruolo sinergico che il clinico e il farmacista ospedaliero possono avere nella gestione del paziente emofilico, con particolare riguardo all’aderenza al trattamento e alla conduzione di analisi di farmaco-utilizzazione, volte al miglioramento dell’assistenza al paziente: in quest’ambito è stata effettuata la “Presentazione dello studio “HAPPY: Haemophilia Adherence, Persistence and Prices in prophYlaxis” di Fiorenzo Santoleri, con il quale si attiverà una proficua collaborazione per valutare tali aspetti.

L’evento è stato molto apprezzato dagli iscritti, come dimostrato anche dalle schede di rilevazione della qualità, grazie alle relazioni di elevato livello scientifico presentate e al successivo dibattito a più voci tra clinici e farmacisti. Gli organizzatori sono, pertanto, grati a tutti i partecipanti, iscritti, moderatori e relatori, e agli sponsor che, con il loro contributo non condizionante, hanno permesso la realizzazione dell’evento.

*responsabili scientifici del corso