a cura di Federica Riccardi per il Gruppo di Lavoro Genetica

Il mosaicismo è una condizione che determina la presenza di due o più linee cellulari con differente patrimonio genetico in uno stesso individuo.

Può interessare esclusivamente le cellule della linea germinale, i gameti (mosaicismo germinale), solo le cellule somatiche (mosaicismo somatico) o sia le cellule germinali che quelle somatiche (mosaicismo gonosomico).

Le cellule somatiche (in particolare, i leucociti da sangue periferico) sono quelle più comunemente utilizzate per l’analisi genetica in quanto più facili da prelevare. Tuttavia, in caso la malattia derivasse da un mosaicismo germinale puro, che coinvolge, cioè, solo i gameti, la variante genica causa della malattia non può essere identificata limitando l’analisi al DNA estratto da leucociti del sangue periferico.

In altre parole, riferendoci all’emofilia, non si può escludere che una madre, risultata non portatrice della variante genica patogenetica, identificata nel figlio affetto (definito come caso sporadico) mediante analisi genetica su DNA da sangue periferico, non sia in realtà  un mosaico genetico. In tal caso, al figlio sarebbe attribuita una mutazione de novo, verificatasi al momento del suo concepimento, mentre in realtà  la madre è portatrice in quanto la variante genica causa di emofilia è presente nelle sue cellule germinali, ma non è presente in leucociti da sangue periferico.

D’altro canto, la frequenza del mosaicismo germinale non è nota a causa delle difficoltà  di identificazione dovute alla necessità  di eseguire l’analisi genetica su cellule germinali (gameti). Tuttavia, nello specifico caso dell’emofilia, è stato stimato che la percentuale di mosaicismo tra le madri non portatrici di casi sporadici sia compresa tra il 13% e il 27% [1].

Estendere l’analisi genetica e la ricerca della variante causa di emofilia a tessuti di diversa origine embrionale può, quindi, essere d’aiuto al fine di identificare madri che siano, in realtà , mosaici genetici. Ne deriva che la consulenza genetica rivolta a queste donne deve sempre tener conto della possibilità  che esse presentino un mosaicismo e che siano portatrici di una variante genica causa di emofilia, già  identificata in un loro figlio affetto, presente nelle loro cellule uovo ma non in tutte le cellule somatiche (tra cui i leucociti da sangue periferico), in particolare nelle donne fertili che possono decidere di affrontare ulteriori gravidanze.

 
Il Gruppo di Lavoro Genetica dell’AICE sta valutando la possibilità  di condurre uno studio sulla frequenza di mosaicismo tra le madri di emofilici  A o B gravi e moderati senza storia familiare,  risultate non portatrici. Viene richiesta, pertanto, la collaborazione dei Centri AICE per raccogliere informazioni sui casi disponibili, rispondendo ad un breve questionario, che va compilato da parte del responsabile del Centro o un suo delegato (un solo questionario per Centro)
 
 
 

Bibliografia

  1. Mà¥rtensson A, Ivarsson S, Letelier A, et al. Origin of mutation in sporadic cases of severe haemophilia A in Sweden. Clin Genet. 2016;90(1):63-8.

Le dichiarazioni e le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell’autore e non rappresentano necessariamente la posizione di AICE. AICE non può, in nessun modo, essere ritenuta responsabile per il loro contenuto né per qualsiasi danno diretto o indiretto che possa derivare da tali dichiarazioni e opinioni espresse dall’autore.