di Lelia Valdré

Il Congresso dell’ISTH di Toronto ha stupito per la ricchezza di dati presentati sui nuovi fattori della coagulazione e gli studi in corso. Quelli che stiamo imparando a conoscere come “long-acting” sono in realtà una molteplicità di nuove molecole che ci pongono due punti fondamentali di riflessione. Il primo è sicuramente la conoscenza specifica di ciascuna molecola, delle sue peculiarità, dei dati clinici che stanno emergendo. Abbiamo pensato di offrire tali dati in forma di tabella sintetica con l’obiettivo di aggiornarla nei prossimi mesi in base a quanto disponibile.

Il secondo punto, sicuramente più sfidante, è il reale impatto che questi farmaci possono avere sulla pratica clinica.

Nella emofilia B è stato dimostrato un reale beneficio del miglioramento dell’emivita con prospettiva di regimi di profilassi ogni 2 settimane. Sono stati inoltre presentati dati molto promettenti sulla profilassi chirurgica in termini di riduzione delle infusioni e di consumo globale di fattore.

Nell’emofilia A si conferma un aumento dell’emivita limitato non sufficiente a modificare in maniera standard la profilassi ma ad ottimizzarne i benefici. In tale ottica il ragionamento clinico si deve basare su un regime di profilassi personalizzato guidato dalla farmacocinetica e sulla possibilità di ottenere un valore basale di fattore VIII superiore al 1% e oltre in relazione al fenotipo emorragico del paziente, alla presenza di articolazioni bersaglio e allo stile di vita del paziente. Nella terapia al bisogno è reale la possibilità di una riduzione delle infusioni necessarie a risolvere l’evento emorragico acuto.

Alla luce di quanto oggi noto rimane aperta la valutazione sulla possibilità che i nuovi farmaci possano ridurre il rischio di insorgenza di inibitore.

Spazio interessante è stato quello dedicato alle molecole in grado di determinare un effetto pro-coagulante “alternativo” quali gli anti TFPI (anticorpi monoclonali, aptameri), ALN-AT3 (mRNA in grado di ridurre la sintesi di Antitrombina), ACE 910 (anticorpo monoclonale diretto verso il fattore IXa e il fattore X). Le caratteristiche innovative di tali molecole sono la possibilità di una somministrazione sottocutanea, la lunga emivita e la efficacia in presenza di inibitore.

Sul fronte della terapia genica procedono gli studi nei pazienti con emofilia B (3 protocolli sono attualmente aperti all’arruolamento di pazienti) basati sulla infusione endovena di vettori adenovirus associati. E’ stata inoltre presentata la possibilità di una terapia cellulare locale basata sulla trasduzione delle cellule mesenchimali ad opera di lentivirus; tali cellule acquisiscono la capacità di esprimere e rilasciare il fattore VIII e IX e possono essere iniettate direttamente nello spazio articolare come terapia della artropatia emofilica.

Per approfondire quanto riassunto in breve sono disponibili alcuni articoli presentati nelle sessioni “State of the Art”:

  • Powell JS. Longer-acting clotting factor concentrates for hemophilia. J Thromb Haemost 2015; 13 (Suppl. 1): S167–S75.
  • Tiede A. Half-life extended factor VIII for the treatment of hemophilia A. J Thromb Haemost 2015; 13 (Suppl. 1): S176–S9.

“State of the Art” sulla terapia genica:

  • Ohmori T, Mizukami H, Ozawa K, Sakata Y, Nishimura S. New approaches to gene and cell therapy for hemophilia. J Thromb Haemost 2015; 13 (Suppl. 1): S133–S42.
  • Monahan PE. Gene therapy in an era of emerging treatment options for hemophilia B. J Thromb Haemost 2015; 13 (Suppl. 1): S151–S60.
  • Sokal EM, Lombard C, Mazza G. Mesenchymal stem cell treatment for hemophilia: a review of current knowledge. J Thromb Haemost 2015; 13 (Suppl. 1): S161–S6.

Segnaliamo inoltre alcuni tra gli abstract più interessanti:

  • Abstract symposium – “New alternatives for treating bleeding disorders” AS015-AS019
  • Late breaking abstract session:
    • 1. LB010 “Update on a phase 1/2 open-label trial of BAX335, an adeno-associated virus 8 (AAV8) vector-based gene therapy program for hemophilia B” Monahan P e al.
    • 2. LB009 “Safety, efficacy and pharmacokinetics of recombinant factor IX FC fusion protein in children with haemophilia B (KIDS B-LONG)” Fischer K et al.