E’ stato pubblicato a luglio sul Journal of Thrombosis and Haemostasis un interessante studio che descrive le anomalie del fattore von Willebrand in pazienti con trombocitemia essenziale con conte piastriniche non particolarmente elevate, offrendo nuove informazioni sui possibili meccanismi fisiopatologici. Tra gli autori dello studio, condotto presso l’Università Cattolica di Roma, con la partecipazione del Centro di Pescara, i responsabili dei due Centri AICE, Alfredi Dragani e Raimondo De Cristofaro.

Il Prof. De Cristofaro ci descrive in sintesi così lo studio.

La Trombocitemia Essenziale (TE) è una forma di neoplasia mieloproliferativa caratterizzata da un aumento progressivo del numero di piastrine e da un’aumentata prevalenza di complicanze trombotiche. Tuttavia, si è osservato che conte piastriniche estremamente elevate (>1.000.000/μL) si associano a carenza di fattore di von Willebrand (VWF). Tale alterazione può causare manifestazioni emorragiche assimilabili a una condizione simile ad una forma di malattia di von Willebrand acquisita (aVWD). E’ rimasta invece poco indagata la situazione concernente il livello, la struttura e le modifiche funzionali del VWF nelle forme di TE con conta piastrinica moderatamente alterata o controllata farmacologicamente (400.000-700.000/μL). In questo studio ad opera di Lancellotti e coll. sono stati investigati il livello e la struttura multimerica del VWF, unitamente ad altri parametri biochimici piastrinici in pazienti con TE trattati secondo le specifiche linee guida aggiornate. Sono stati arruolati nello studio 69 pazienti con TE (M = 29; età media: 62 [48-70] yrs, piastrine: 432.000/μL [337-620]), 69 controlli appaiati e 10 trombocitosi reattiva (RT). Sono stati valutati il livello e la struttura multimerica del VWF, il livello plasmatico del propeptide del VWF, della glicocalicina (GC) e della glicoproteina-V solubile (GPVs) piastriniche, dell’attività dell’ADAMTS-13, ed infine il livello dell’elastasi leucocitaria, della proteina C-reattiva e del trombossano sierico (TX) B2.
Nella TE, il VWF: Ag è risultato aumentato del 31 ± 13% rispetto ai controlli sani (p <0,01), indipendentemente dal gruppo sanguigno, mentre l’attività del VWF (VWF: act) è risultata ridotta del 21 ± 12% vs. controlli e del 50 ± 24% vs. RT (p <0,01). Come conseguenza, il rapporto VWF: act / VWF: Ag dei pazienti con TE è ridotto del 35 ± 17% rispetto ai controlli sani e ai pazienti con RT (p <0,001) e inversamente associato in analisi univariata con la conta piastrinica totale, con quella delle piastrine reticolate e con i livelli di GC, GPVs e del trombossano (TXB2). All’analisi multivariata, solo la GC piastrinica prediceva con associazione inversa il rapporto VWF:act/VWF: Ag (beta= -0,42, p = 0,01).
Mediante analisi elettroforetica, si è verificato che la presenza e la distribuzione delle forme ad alto peso molecolare dei multimeri di VWF sono ridotte in modo variabile solo nei pazienti con TE, con presenza di bande anomale di proteolisi degli stessi multimeri. Al contrario, i livelli del propeptide del VWF e dell’ADAMTS-13 sono risultati nella norma.
Infine, la più importante novità emersa da questo studio è la scoperta che due metalloproeasi a zinco piastriniche, l’ADAM-10 e l’ADAM-17 sono in grado di proteolizzare in vitro i multimeri del VWF producendo frammenti del VWF simili a quelli presenti nei campioni plasmatici di VWF dei pazienti con TE.
Lo studio permette di concludere che nella TE esiste uno squilibrio tra gli alti livelli di VWF: Ag e una ridotta presenza di VWF:act, verosimilmente causata da aumentata attività proteolitica e conseguente degradazione del VWF ad opera di ADAM-10 e ADAM-17 di derivazione piastrinica. Questi risultati suggeriscono anche che la terapia antiaggregante piastrinica nella TE dovrebbe sempre essere eseguita per prevenire primariamente le complicanze trombotiche di tale patologia ma anche, in maniera apparentemente paradossale, perché potenzialmente in grado di ridurre il rischio emorragico derivante dallo sregolato processamento proteolitico del VWF da parte delle piastrine patologicamente attivate nella TE.
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Lancellotti S, Dragani A, Ranalli P, Petrucci G, Basso M, Tartaglione R, Rocca B, De Cristofaro R.
Qualitative and quantitative modifications of von Willebrand factor in patients with essential thrombocythemia and controlled platelet count.
J Thromb Haemost. 2015 Jul;13(7):1226-37.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25876231