A cura di Emanuela Marchesini

A ottobre è stato pubblicato sul JCI un articolo a firma Davide Matino dal titolo “IDO 1 suppresses inhibitor development in haemophilia A treated with factor VIII”. Lo studio si proponeva di verificare il ruolo che può rivestire la indolamina 2,3-diossigenasi (IDO 1) nello sviluppo degli inibitori. IDO 1 è un enzima chiave della regolazione della tolleranza periferica e nell’azione delle cellule T regolatrici (TREG).

In collaborazione con AICE Davide Matino ha analizzato l’induzione, l’espressione e la funzione di IDO nelle differenti fasi di sviluppo e progressione dell’inibitore. L’analisi di IDO 1 è stata effettuata su 1000 pazienti affetti da Emofilia A grave con null mutation; dei 100 pazienti, 50 avevano inibitore positivo.

Dall’analisi multivariata effettuata è risultato che esiste una associazione tra presenza di inibitore e carnete attivazione di IDO 1 mediata da TLR9 (toll like receptor 9). Successivi studi su modelli di topi emofilici o meno hanno dimostrato che i metaboliti del triptofano, risultanti dall’attivazione di IDO, prevengono la generazione degli anticorpi anti FVIII: Inoltre modelli animali trattati con antagonisti del TLR9 hanno dimostrato una soppressione di cellule B specifiche per il FVIII mediante meccanismi che coinvolgono l’induzione di TREG mediata da IDO.

Gli autori concludono che andrebbero investigate strategie volte a migliorare la funzione di IDO 1 per prevenire ed eradicare gli inbitori.

Il nostro Matino ha fatto dunque un notevole passo avanti nell’esplicazione dei meccanismi biologici alla base dello sviluppo degli inibitori: il potenziamento dell’azione di IDO 1 potrebbe essere un approccio terapeutico fondamentale nella prevenzione e nella cura degli inibitori per i nostri pazienti. Complimenti!

L’articolo è consultabile gratuitamente a questo link.