Il 13 maggio 2016 il Pharmacovigilance Risk Assessment Commitee (PRAC) dell’European Medicines Agency (EMA) ha pubblicato le conclusioni della revisione e metanalisi dei dati dei tre studi osservazionali pubblicati tra il 2013 e il 2014 (Gouw et al, NEJM 2013; Calvez et al, Blood 2014; Collins et al, Blood 2014) che hanno suscitato ampio dibattito circa il riscontro di un maggior rischio di inibitore nei PUPs con emofilia A grave trattati con prodotti di FVIII ricombinante di seconda generazione (Kogenate Bayer/Helixate Nexgen) rispetto a quelli che avevano ricevuto il prodotto di terza generazione (Advate).

Vari autori avevano segnalato possibili fattori confondenti (Berntorp et al, Blood 2015; Di Minno et al, Blood 2015) e le successive pubblicazioni dei dati a 4 anni della sorveglianza prospettica EUHASS (Fischer et al, Thromb Haemost 2015) e della metanalisi condotta sotto l’egida dell’EAHAD (4 studi con oltre 700 pazienti, Marcucci et al, Thromb Haemost 2015) non avevano mostrato differenze nel rischio di inibitori tra i diversi prodotti ricombinanti.

Grazie alla stretta collaborazione dei ricercatori che hanno condotto i tre studi, la revisione del PRAC dell’EMA ha utilizzato i dati originali anonimizzati nel complesso di 1102 pazienti (481 RODIN, 293 FranceCoag, 328 UKHCDO) effettuando una valutazione indipendente. Il PRAC rileva che seppure sia osservabile un trend di incremento di high inhibitors nei pazienti trattati con rFVIII full-length della seconda generazione rispetto al prodotto di terza generazione, i dati attualmente disponibili non confermano la tesi che Kogenate/Helixate Nexgen siano maggiormente immunogeni. Lo stesso trend, ma in maniera meno evidente a causa della scarsa numerosità, è osservabile anche in altri fattori ricombinanti.

Nel riportare le conclusioni dell’analisi, viene innanzitutto sottolineata la natura multifattoriale dello sviluppo di inibitore, con l’impossibilità di prendere in considerazione tutti i fattori potenzialmente coinvolti anche nelle analisi più rigorose, compresa quella appena condotta.

Nel complesso, in accordo con le precedenti conclusioni della revisione già condotta all’inizio del 2014, i dati disponibili non consentono di confermare un incremento del rischio di inibitore nei PUPs trattati con Kogenate Bayer/Helixate Nexgen rispetto ad altri prodotti ricombinanti.

Il PRAC conferma inoltre che non esiste nessuna evidenza di maggior immunogenicità degli stessi prodotti nei PTPs.

Con questa conclusione estremamente equilibrata si chiude un dibattito durato oltre due anni di cui se volete fare il punto trovate tutte le informazioni ai link di seguito.

EMA 20/02/2014 • scarica il comunicato

EMA PRAC 2016 • scarica il comunicato

Rischio di inibitore con i diversi prodotti ricombinanti: continuano le analisi, AICEONLINE 2015

Comunicato AICE: rischio insorgenza di inibitore e concentrati di rFVIII di seconda generazione, AICEONLINE 2015

Scarica qui gli articoli completi dei tre studi osservazionali

Gouw et al, NEJM 2013

Calvez et al, Blood 2014

Collins et al, Blood 2014

Trova qui le lettere di

Berntorp et al, Blood 2015

Di Minno et al, Blood 2015

Trova qui i lavori di

Fischer et al, Thromb Haemost 2015

Marcucci et al, Thromb Haemost 2015