a cura di Giuseppe Lassandro

Le vaccinazioni prevengono le malattie infettive. Grazie all’utilizzo dei vaccini è stato debellato il vaiolo; sono quasi scomparsi: il tetano, la poliomielite, la difterite; sì è ridotta la circolazione di malattie virali (epatite B, morbillo, rosolia, parotite) e malattie batteriche (meningite, polmoniti). Le vaccinazioni, dunque, rappresentano una eccezionale scoperta che ha cambiato il volto della storia della medicina. Purtroppo le vaccinazioni sono “vittime” del loro stesso successo: non essendo più visibili i segni delle patologie debellate o ridotte è diminuita la percezione dell’importanza della profilassi vaccinale. Inoltre veniamo “bombardati” da messaggi mediatici allarmanti e preoccupanti e vengono diffuse notizie prive di fondamenti scientifici.

Il Calendario Vaccinale siglato dai medici pediatri, i medici di medicina generale e gli igienisti prevede l’avvio dei vaccini precocemente (intorno ai tre mesi) perché i vaccini attuali sono sicuri e garantiscono una copertura immunologica anche nei lattanti. L’utilizzo dei fattori della coagulazione ricombinanti ha permesso di superare la problematica relativa al rischio di contrarre infezioni, prevenibili con i vaccini (come l’epatite B), durante la terapia anche se è sempre utile garantire una buona copertura vaccinale al bambino emofilico.

Il bambino emofilico può e deve vaccinarsi, però spesso le mamme e i pediatri di famiglia dinanzi alla prima vaccinazione entrano in “crisi”. Due le tematiche di discussione più “calde”: possibili emorragie da iniezione e aumento del rischio di comparsa anticorpo inibitore a seguito della stimolazione immunitaria. Cercheremo, brevemente (a mo’ di vademecum), di guidare il caregiver nella vaccinazione del bambino emofilico.
Per quel che concerne il rischio di emorragie post traumatiche la risposta la troviamo nelle linee guida mondiali per la gestione della patologia emofilica che affermano:

  1. BISOGNA VACCINARE I BAMBINI CON EMOFILIA
  2. PREFERENDO UNA VIA DI INOCULO SOTTOCUTANEA PIUTTOSTO CHE INTRADERMICA O INTRAMUSCOLARE (SE NON SI E’ COPERTI DALLA TERAPIA ANTIEMORRAGICA)
  3. QUALORA SI SCEGLIESSE LA VIA INTRAMUSCOLARE E’ PREFERIBILE:
    • farlo subito dopo una dose di fattore di terapia sostitutiva.
    • applicando un pacchetto di ghiaccio nella zona di iniezione per 5 minuti prima dell’iniezione.
    • usando un ago di calibro ridotto (di solito 25-27 gauge)
    • applicando, dopo l’iniezione, una compressione per almeno 5 minuti

Sul rischio di sviluppare l’anticorpo inibitore in concomitanza delle vaccinazioni il mondo scientifico non si è ancora espresso univocamente. Mancano dati che lo confermino o lo escludano poiché mancano trial clinici “seri” costruiti ad hoc. Scorrendo la letteratura scientifica troviamo dati essenzialmente su modelli animali. La stimolazione immunitaria da vaccinazione potrebbe rientrare nei fattori di rischio di sviluppare l’inibitore non legati alla predisposizione genetica (come anche le infezioni, la chirurgia, il tipo di trattamento). Tali fattori di rischio sappiamo, però, essere meno impattanti rispetto all’intensità di trattamento ed alla mutazione genetica. Recentemente sulla rivista scientifica internazionale Blood è apparsa una pubblicazione che, lavorando su modelli murini, afferma di non essere stati osservati picchi d’incidenza d’inibitore in topi emofilici vaccinati per morbillo, parotite, rosolia ed anche influenza. Siamo in attesa che il gruppo di Hashemi pubblichi risultati presentati, in anteprima, all’ISTH 2016 sui PUP. Anche per Hashemi non vi è associazione tra vaccinazione ed inibitore.


Appronfondisci la lettura:

  1. http://www.vaccinarsi.org/
  2. http://sip.it/sezioni/per-i-genitori/falsi-miti-sui-vaccini
  3. http://www.vaccinarsi.org/assets/uploads/files/359/Calendario_per_la_vita_2014_FINALE.pdf
  4. Srivastava A, Brewer AK, Mauser-Bunschoten EP, Key NS, Kitchen S, Llinas A, Ludlam CA, Mahlangu JN, Mulder K, Poon MC, et al: Guidelines for the management of hemophilia. Haemophilia 2013, 19:e1-47.
  5. Lai JD, Moorehead PC, Sponagle K, Steinitz KN, Reipert BM, Hough C, Lillicrap D. Concurrent influenza vaccination reduces anti-FVIII antibody responses in murine hemophilia A. Blood. 2016 Jun 30;127(26):3439-49.
  6. Lövgren KM, Søndergaard H, Skov S, Wiinberg B. Non-genetic risk factors in haemophilia A inhibitor management – the danger theory and the use of animal models. Haemophilia. 2016 Sep;22(5):657-66.
  7. Hashemi SM. “Do vaccinations influence the risk of inhibitor development in patients with severe hemophilia A?” Oral Presentation ISTH 2016