A cura di Elena Balestri, Stefania Dall’Ara – Centro Emofilia Cesena

Introduzione

ll taping elastico è stato ideato nel 1973 da un chiropratico giapponese; fu poi sviluppato e divulgato in tutto il mondo. ll suo ingresso ufficiale nel settore professionale internazionale è datato 1988, quando fu utilizzato alle olimpiadi di Seoul e quindi diffuso negli Usa e in Europa. lnizialmente venne utilizzato solo in ambito sportivo, mentre oggi è largamente diffuso anche nella pratica riabilitativa.

ll taping kinesiologico proviene dalla kinesiologia applicata, da cui prende il nome, ove viene data grande importanza alla muscolatura, in una visione funzionale globale. Tuttavia, rimane una tecnica aggiuntiva alle tecniche riabilitative specifiche e non elettiva.

Ancora non ci sono chiare evidenze scientifiche anche se in questi ultimi anni si e sviluppata un’ampia ricerca, partendo dai principi base originali che hanno generato diverse scuole di pensiero sul metodo, quindi diverse impostazioni e applicazioni.

Ad oggi non ci sono studi di riferimento sull’applicazione di kinesiotape nel paziente emofilico ma la pratica clinica quotidiana si può avvalere di questa tecnica con beneficio, in attesa di sperimentazioni che ne confermino l’efficacia.

Caratteristiche del nastro elastico:

  • Sfrutta l’azione biomeccanica sugli esterocettori e meccanocettori cutanei, sensibili alla deformazione tissutale, ha uno spessore e peso specifico paragonabili a quello della cute;
  • Ha il 40-60% di elasticità propria ( molto simile a quella della pelle), 10 cm. di tape diventano 16 cm. di lunghezza; e’ in pretensione sulla carta al 10%;
  • Aderisce per più giorni, fino ad 1 settimana, l’adesivo viene attivato dal calore del corpo, non contiene farmaci o additivi chimici;
  • La sua colla è composta al 100% da adesivo acrilico ipoallergenico; resiste all’acqua; non lascia nessun residuo; non contiene lattice; permette la traspirazione e la permeabilità grazie alla sua struttura ondulata.

Riassunto delle caratteristiche generali del taping neuromuscolare

Agendo su cute, muscoli, sistema venoso, sistema linfatico e articolazioni, il taping neuromuscolare si propone di: alleviare il dolore, normalizzare la tensione muscolare, rimuovere la congestione venosa e linfatica, migliorare la vascolarizzazione sanguigna, correggere l’allineamento articolare, migliorare l’assetto posturale.
Il tape, stimolando la sensibilità esterocettiva,può ridurre la stasi linfatica ed ematica, può migliorare la microcircolazione locale e ridurre la stasi di eventuali edemi. Infatti, sollevando la cute, esso dilata gli spazi interstiziali migliorando conseguentemente la circolazione, l’assorbimento dei liquidi, riducendo la pressione sottocutanea e l’infiammazione. Questo effetto diminuisce la pressione sui nocicettori e quindi, anche direttamente, riduce il dolore percepito (decompressione delle terminazioni nervose “schiacciate”). Si ha inoltre  l’attivazione del sistema endogeno analgesico (per il principio del gate control system).

A livello articolare, stimolando la propriocezione, si migliora la mobilità favorendo il recupero del range of motion (ROM) sia con azione diretta sull’articolazione interessata, sia con azione di regolazione del tono dei muscoli motori dell’articolazione. Le pliche che si formano sul nastro e sulla cute creano una decompressione dei tessuti aumentando lo spazio tra la cute e il piano osseo favorendo la spremitura e l’assorbimento del liquido sinoviale da parte delle cartilagini articolari.

È quindi una tecnica correttiva meccanica e sensoriale che favorisce una migliore circolazione dei fluidi.

È utile nella cura delle parti molli del corpo, in situazioni acute e post-acute o semplicemente è utile per migliorare la funzione muscolare, permettendo il massimo movimento, accelerando così la capacità di guarigione.

Bibliografia

  • “Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva” Rosario Bellia e Francisco Selva Sarzo, Alea Edizioni 2011
  • “Taping neuromuscolare, dalla teoria alla pratica” Blow David, Ed.Ermes, 2012
  • “Taping neuromuscolare, trattamento di edemi, ematomi e cicatrici” Blow David, edi-ermes 2013