A cura di Dorina Cultrera

Nei giorni 8 e 9 Giugno si è svolto a Ragusa il Convegno dal titolo “Attualità nella terapia del dolore nel paziente coagulopatico: tradizione e innovazione a confronto”.

Scopo principale del Convegno è stato quello di mettere a confronto le “tradizionali” terapie del dolore con metodiche alternative aventi il fine di evitare o ridurre, per quanto possibile, il ricorso ai farmaci.

La prima parte della giornata è stata dedicata al dolore cronico, fenomeno piuttosto comune alle persone affette da MEC, soprattutto emofilia, con contributi interessanti da parte di anestesisti che hanno suggerito l’uso di farmaci antidolorifici ed incoraggiato ad adoperarli, sfatando dei “miti” sull’uso degli oppiacei, anzi raccomandandoli anche in pazienti pediatrici.
Le colleghe fisiatre che, invece, si occupano di metodi “alternativi” hanno parlato di tecniche di rilassamento, dimostrando anche con prova pratica, che con metodiche opportune e non invasive, si può tentare di controllare il dolore cronico.

La seconda parte della giornata è stata dedicata alle principali MEC, emofilia A e B e malattia di von Willebrand, mettendo a confronto i nuovi farmaci con quelli tradizionali e illustrando i pro e i contro.
Argomento molto pregnante è stato quello degli inibitori e, soprattutto, della farmacocinetica ormai diventata un cardine, non solo per la personalizzazione delle terapie, ma anche per la scelta o la conferma dei farmaci da adoperare.

Il secondo giorno del Convegno è stato dedicato alla ecografia, con interventi chiari riguardanti l’utilità delle metodiche ecografiche ed alla riabilitazione, senza la quale qualsiasi tipo di intervento chirurgico risulta parziale.
Non poteva mancare anche l’argomento della QOL nel paziente con MEC, con delle interviste toccanti in cui i piccoli pazienti emofilici descrivevano il colore delle loro emozioni quando provavano dolore.

La giornata si è conclusa con il doveroso intervento delle Associazioni a dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della assoluta necessità di un colloquio costante e diretto tra medico e paziente.