COVID-19 e interferenze nei test di laboratorio da emicizumab

Come già  segnalato anche in queste pagine, l’infezione da SARS-CoV2, causa di COVID-19, si associa ad una coagulopatia, espressione di una intensa attivazione del sistema coagulativo correlata ai fenomeni infiammatori. I test coagulativi evidenziano un lieve allungamento del PT e un incremento, spesso marcato del D-dimero, che risulta correlato con la gravità  della malattia e la prognosi. L’APTT è generalmente nella norma e i livelli di fibrinogeno sono aumentati, come effetto reattivo infiammatorio. In casi molto gravi, ad evoluzione verso scompenso multiorgano, si può innescare una vera e propria coagulopatia da consumo.

Poiché dunque la valutazione e il monitoraggio dei test coagulativi è un aspetto importante nella gestione del paziente con COVID-19, è fondamentale essere consapevoli di possibili interferenze con questi test, come quelle note per il paziente con emofilia A (grave senza inibitore o con livelli di FVIII ≤2% con inibitore) in trattamento con emicizumab. Ad oggi sono molto limitate le informazioni riguardanti pazienti emofilici che abbiano contratto COVID-19, in particolare non vi sono segnalazioni di pazienti in trattamento con emicizumab. Per forza di cose, può accadere che questi pazienti siano gestiti in reparti ove non sia (sempre) disponibile uno specialista del centro emofilia e che tali interferenze non siano note e considerate nell’interpretazione dei test di laboratorio.

Per questi motivi, tra le raccomandazioni recentemente formulate dalla WFH per le persone con emofilia e COVID-19, è chiaramente segnalata la necessità  di informare i medici curanti del trattamento in corso con emicizumab. Allo stesso scopo Roche, azienda produttrice del farmaco, ha diffuso un comunicato, destinato non solo agli specialisti dei centri emofilia ma a tutti i clinici ed operatori sanitari, per ricordare le interferenze nei test di laboratorio di emicizumab, sottolineando in particolare quelle relative ai test comunemente utilizzati nella gestione di COVID-19. Si incoraggiano, inoltre, le segnalazioni di farmacovigilanza di eventuali pazienti in trattamento con emicizumab con infezione confermata o sospetta, per raccogliere le informazioni al momento carenti riguardo ai test coagulativi in questa specifica condizione.

Le interferenze di emicizumab riguardano in particolare l’APTT e i test funzionali correlati ad APTT (dosaggi dei fattori con metodo one stage, dosaggi funzionali di proteina C e proteina S, resistenza alla proteina C attivata), che danno valori nettamente sovrastimati dell’attività  coagulativa e non sono, pertanto, utilizzabili nella pratica clinica. Per la valutazione dell’attività  del FVIII è necessario il dosaggio con metodo cromogenico con reagente bovino, insensibile ad emcizumab, mentre il reattivo di origine umana risente del farmaco. Molto minori le interferenze con il PT che può essere utilizzato a fini clinici, mentre al posto del dosaggio del fibrinogeno PT-derivato, è preferibile il dosaggio con metodo di Clauss. Non ci sono interferenze sulla determinazione del D-dimero, dell’antitrombina e dell’attività  anti-Xa.

Queste informazioni sono riassunte nella tabella, tratta e modificata dal comunicato inviato da Roche.

Test Interferenze con emicizumab Alternative/commenti
PT Si, lievi Utilizzabile a fini clinici
APTT

Si, rilevanti

Accorciamento (tempi al di sotto del limite inferiore di normalità )

Non utilizzabile a fini clinici

Per il monitoraggio della terapia con eparina, utilizzare anti-Xa

Fibrinogeno, metodo PT-derivato Si, lievi Utilizzabile a fini clinici, ma preferibile il metodo di Clauss
Fibrinogeno, metodo di Clauss No  
Antitrombina, attività  No  
Attività  anti-Xa No  
D-dimero No  
FVIII:C, metodo one stage

Si, rilevanti

Livelli molto sovrastimati

Non utilizzabile a fini clinici.

Utilizzare cromogenico con reattivo bovino

FVIII:C, metodo cromogenico, reattivo bovino* No  
FVIII:C, metodo cromogenico, reattivo umano Si, sensibilità  dose-dipendente ad emicizumab Non utilizzabile per misurare il FVIII**
Proteina C, attività  (basato su APTT)

Si, rilevanti

Livelli ridotti

Utilizzare metodo cromogenico

Proteina S, attività 

(basato su APTT)

Si, rilevanti

Livelli ridotti

Utilizzare misurazione antigene
Tempo di trombina No  
Resistenza alla Proteina C attivata

Si, rilevanti

Riduzione di APC-ratio

Non utilizzabile a fini clinici
Test per la ricerca Lupus anticoagulant

Si, rilevanti

Accorciamento

Non utilizzabile a fini clinici

 

*Con questo test deve essere effettuata anche la ricerca e titolazione dell’inibitore anti-FVIII secondo il metodo Bethesta e la modifica Nijmegen.
**Con apposita curva di calibrazione con campioni a concentrazioni note di emicizumab, può essere utilizzato per la misurazione della concentrazione plasmatica del farmaco.