Carissimi Colleghi,
La pandemia da SARS-CoV2 ha colpito particolarmente l’Italia con differente grado di diffusione nelle varie Regioni. Il Nord, almeno allo stato attuale, appare il territorio in cui vi è una maggiore concentrazione dei contagi rispetto al Centro-Sud e alle isole.
La popolazione dei pazienti affetti da MEC è ben controllata attraverso i nostri Centri, per cui un’indagine conoscitiva sulle dimensioni dell’infezione, la prevalenza degli asintomatici e dei sintomatici con relativo outcome clinico può dare delle informazioni scientificamente utili.
Cedric Hermans, Direttore dell’Unità di Emostasi e Trombosi dell’Università di Lovanio (Belgio), unitamente ad Alain Weill e Glenn Pierce, rispettivamente Presidente e Vice-presidente della World Federation of Hemophilia, hanno pubblicato un editoriale (The COVID-19 Pandemic: New Global Challenges for the Hemophilia Community. Haemophilia 2020 Apr 4. doi: 10.1111/hae.14001) in cui si sottolinea la necessità di conoscere lo stato reale dell’infezione da COVID-19 nella popolazione degli emofilici e se il difetto coagulativo, il tipo di trattamento adottato e altre variabili possono influenzare il decorso della malattia. Certamente questo sarà un argomento che interesserà a livello internazionale tutti coloro che si occupano di emofilia e altre MEC nei giorni a venire.
E’ questa la ragione per cui proponiamo a voi tutti un’indagine preliminare di interesse e fattibilità riguardo ad uno studio retrospettivo-prospettico che sottoporremo al CD dell’AICE. Vi chiediamo, pertanto, di rispondere alle semplici domande che seguono.
Grazie per la collaborazione, un cordiale saluto
Antonella Coluccia, Anna Chiara Giuffrida, Emanuela Marchesini


