archivio eventi

XVIII Convegno Triennale ““ Focus: Medico e Paziente, oggi

Inserito da Redazione AICE | 13 Dic 2023

A cura della Redazione

Il XVIII Convegno Triennale di AICE ha voluto dedicare una sessione al rapporto-medico paziente. Sono intervenuti il Prof. Luigi Baldascini, psichiatra e psicoterapeuta, uno dei massimi esperti nel campo della psicoterapia relazionale. Fondatore e direttore dell’Istituto di psicoterapia relazionale di Napoli e Caserta, dirige la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Relazionale riconosciuta dal ministero dell’Università  e della ricerca (Miur) e il Prof. Alessandro Gringeri, medico ematologo a Lucca, senior medical advisor della Fondazione Charta di Milano.

Il Prof. Baldascini nella sua presentazione dal titolo”La relazione medico-paziente nell’era delle innovazioni terapeutiche” ha sottolineato l’importanza della”dimensione relazionale“ nel disagio di cui la persona possa eventualmente essere afflitta. In particolare, ha sottolineato che l’ansia, non nociva di per sé, se non è appropriatamente elaborata, diventa angoscia e quindi patologia.
Il paziente vive una situazione oggettiva di difficoltà  associata alla malattia di cui è portatore e ha bisogno di trasformare le dinamiche relazionali disfunzionali in rapporti funzionali, restituendo il benessere psichico all’individuo e modificando la sua percezione e la sua reazione nei confronti del contesto di malattia. Il medico in tutto questo ha un preciso ruolo di dialogo: l’individuo con la sua storia e soggettività  ed il contesto delle sue relazioni interpersonali sono posti al centro del processo conoscitivo e terapeutico.

Il Prof. Gringeri, quasi sullo stesso filo di discorso, ha presentato un approccio vecchio e nuovo alla medicina, proprio sulla base di un rapporto medico-paziente basato sul dialogo. E il dialogo è fondato innanzitutto sull’ascolto: ogni paziente, infatti, ha una storia che va al di là  dei sintomi che lo portano nello studio del medico, una storia che dovrebbe spingere il medico a domandarsi non solo”Come posso trattare questa malattia?”, ma anche”Come posso aiutare il mio paziente?”.

La Medicina Narrativa è nelle parole di Rita Charon, una pioniera e teorica della Medicina Narrativa “œla medicina praticata con competenze narrative e possa essere utile per riconoscere, assorbire, interpretare e onorare queste storie ed essere commossi e mossi all’azione”.
Durante la presentazione sono stati citati esempi letterari di narrazione in medicina, da Mario Tobino già  nel 1953 con”Le libere donne di Magliano” e più recentemente Oliver Sachs nel 1985 con”L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” e più tardi con”Risvegli”, narrazioni di medici (com)mossi dai propri pazienti, fino alla recentissima Ada d’Adamo con”Come d’aria”, che narra la malattia dal punto di vista di una madre o Michela Murgia con”Tre ciotole”, che narra la sua propria malattia terminale.

La narrazione in medicina, il raccontare la storia personale, fornisce il contesto famigliare e la percezione sociale del paziente affetto dalla malattia, quale significato gli si attribuisce (“œperché a me?”), quale sia la prospettiva del paziente, dei famigliari e del medico stesso per tale condizione di malattia. Ciò permette di formulare nuove ipotesi, ci informa del paziente, crea empatia e reciproca comprensione con condivisione degli obiettivi terapeutici, fornisce indizi diagnostici altrimenti difficilmente individuabili, e consente di identificare o escludere opzioni terapeutiche, di identificare i servizi da programmare ed attivare per una migliore assistenza.
Inoltre, il miglioramento dell’efficacia della comunicazione attraverso la Medicina Narrativa e del decision-making può migliorare l’efficacia terapeutica, l’aderenza al trattamento, con un impatto anche sui costi sanitari.

Non solo è utile nella pratica medica, ma anche nella ricerca; la ricerca narrativa, infatti, si basa   sulla raccolta di   nuove storie e la collazione e la ri-analisi di quelle esistenti. Le narrazioni possono integrare altre forme di evidenza, ma devono essere raccolte e analizzate con grande attenzione alla qualità . L’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS nel 2016 ha pubblicato le Linee Guida sulle Buone Pratiche di Ricerca Narrativa di qualità . Queste raccomandano l’uso di nuovi tipi di evidenza, quali le ricerche qualitative e narrative provenienti da una maggiore varietà  di discipline accademiche e di contesti culturali, ponendola cosi allo stesso livello della Medicina basata sulle Evidenze. Il prof. Gringeri ha proprio in programma una ricerca narrativa nel campo delle malattie emorragiche congenite.

Alle presentazioni è seguito un bel dibattito, moderato egregiamente dalle dottoresse Alessandra Borchiellini e Isabella Cantori, con un’attiva partecipazione dei pazienti.

Commento di A.C. Giuffrida e A. Catalano

Si sottolinea il forte impatto emotivo che le due presentazioni hanno avuto sul pubblico. Ciò è confermato dall’intensa discussione che si è sviluppata dopo i due interventi, in particolare tra i pazienti che si sono sentiti veramente coinvolti. E che dire dei medici seduti in platea? In un periodo storico in cui la medicina sembra essere sempre più tecnologica e spinta verso l’informatizzazione con un tentativo di indirizzarla verso l’intelligenza artificiale, l’aspetto umano della relazione medico-paziente che coinvolge sia il paziente sia il medico sembra farsi sempre più piccolo. Invece è proprio in questo rapporto tra due persone, ciascuna con i propri ruoli ed i propri vissuti, che la medicina da sempre trova la sua massima espressione.

Vi proponiamo qui di seguito la registrazione completa del focus”Medico e paziente, oggi”, un’occasione per esplorare la complessità  della mente umana, superando la separazione tra mente e corpo e per ribadire l’importanza di un servizio medico orientato al paziente e che va oltre i suoi sintomi, per ascoltare e comprendere il suo vissuto e la sua quotidianità .