L’evento ha l’obiettivo di affrontare due argomenti: la gestione dell’emofilia non-grave e “l’Universo Rosa”. Le persone con deficit ritenuti non-gravi, infatti, soffrono anch’esse di artropatia, possono anch’esse necessitare di trattamenti che influenzano la coagulazione o possono voler praticare un dato sport il cui impatto sul rischio emorragico è alto, ma non possono accedere agli stessi trattamenti. Una discussione tra esperti e rappresentati delle società scientifiche potrebbe forse portare a modificare l’ormai superata classificazione dei gradi di emofilia basata sul laboratorio e renderla più al passo con i tempi.
Una seconda questione aperta riguarda le donne, che non sono più viste solo come delle portatrici, ma vanno indagate e gestite esattamente come i maschi con emofilia, tenendo ovviamente in considerazione alcune peculiarità diverse nei due generi. Si parlerà quindi di differenza di genere, in emofilia, ma non solo per cercare di capire come questa differenza vada applicata alla gestione delle patologie e delle terapie. Le donne con emofilia possono essere sintomatiche, presentare eventi emorragici anche gravi.

