La necessità di interventi di protesizzazione nelle persone con emofilia si verifica, mediamente, intorno ai 40 anni quando, in molti casi, l’approccio chirurgico diviene indispensabile, se si vuole conferire al paziente maggiore autonomia, liberarlo dal peso del dolore cronico, assicurargli una migliore qualità di vita e una vita sociale più consona alle sue personali aspettative e desideri.
Ma, una volta operati, qual è l’approccio riabilitativo migliore al fine di raggiungere gli obiettivi di ripresa funzionale cui l’intervento chirurgico puntava?
Download dell’Articolo: “Il percorso riabilitativo post-chirurgia protesica: generalità”
A cura di:
Emilio Valter Passeri, Consulente Fisiatra UOC di Riabilitazione Specialistica Polifunzionale, “Fondazione Teresa Camplani”, Domus Salutis, Brescia
Hanno collaborato:
Per gli aspetti generali:
E. Baldacci, L. Cigolini, V. Gatteri, M. Martinelli, S. Pivetti, I. Ricca, R. Tosini
Per il percorso fisioterapico:
S. Bernardi, E. A. Boccalandro, C. Bruno, I. Poli

