archivio pubblicazioni

Tatuaggi e piercing nella mente dei ragazzi

Inserito da Redazione AICE | 4 Gen 2019

 

a cura di Silvia Riva
L’articolo di Lassandro, Amoruso, Pastore e Giordano del centro Emofilia di Bari discute di un tema molto interessante anche per i risvolti psicologici legati a tatuaggi e piercing negli adolescenti con emofilia.

Durante l’adolescenza, molti genitori si ritrovano a discutere sul desiderio dei figli di farsi un tatuaggio o un piercing. Alcuni si chiedono se sia giusto assecondare questo desiderio, altri si mostrano totalmente contrari e reagiscono male, mentre altri ancora non sanno come comportarsi. Nel caso specifico di un figlio con l’emofilia, i dubbi e le paure aumentano per il timore di importanti emorragie e per eventuali altre complicanze mediche che ci possono essere in futuro.

Se è vero che la scelta di eseguire un tatuaggio o un piercing per un ragazzo emofilico deve essere discussa con un medico ematologo, è anche vero che, per i medici e per i genitori, è importante cercare di capire questa richiesta da un punto di vista psicologico per poter affrontare la discussione in modo ragionevole.

La discussione su piercing e tatuaggi è qualcosa che attraversa le epoche e le culture; per capire meglio il fenomeno dobbiamo cercare di comprendere quali sono le motivazioni che spingono cosi tanti teenagers (e non solo!) a compiere questa scelta sul proprio corpo.

Tatuaggi e piercing permettono di distinguersi nella platea umana (reale e virtuale) del mondo di oggi. E distinguersi è un aspetto davvero fondamentale della nostra società ; viviamo in un’ epoca dove siamo continuamente spinti a comunicare ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, a manifestare quali sono i nostri valori, i gruppi a cui apparteniamo, ciò che ci piace e ciò che ci caratterizza. Ecco i tatuaggi e i piercing fanno un po’tutto questo, imprimono un marchio evidente su come vogliamo apparire. E forse proprio per questo piacciono cosi tanto in adolescenza, un periodo di sviluppo in cui”apparire” ed essere”ben visibili” è davvero importante per affermare la propria identità , per marcare il passaggio fondamentale dall’essere bambini al diventare adulti e per comunicare a tutti il grande desiderio di indipendenza e autonomia tipico di questa età .

Non da ultimo, tatuaggi e piercing hanno una funzione sociale di aggregazione, cioè ti fanno sentire parte di un gruppo e tengono lontana una delle”bestie nere” più temute nella nostra società : l’indifferenza. Per ogni essere umano l’indifferenza è terribile e spaventosa ma per un adolescente è molto di più: è qualcosa di inaccettabile.

Ecco allora che il corpo diviene un potente mezzo di espressione di sé ed è molto frequente osservare ragazzi che lo modificano o lo decorano attraverso l’utilizzo di tatuaggi e piercing. Sembra forse troppo semplicistico ma, grazie ad un disegno o a un buco nella pelle, l’adolescente si fa riconoscere e trova un proprio posto nel gruppo dei pari.

Ci sono poi studi psicologici più recenti su tatuaggi e piercing che meritano attenzione soprattutto in riferimento a ragazzi che hanno una malattia cronica fin dalla nascita.

Oltre al desiderio di apparire e di farsi riconoscere, tatuaggi e piercing vengono ricercati perché possono abbellire e ornare il nostro corpo. A livello psicologico si può intuire che una persona decora la propria pelle e il proprio corpo per renderlo meno imperfetto, più adeguato agli standard dei mass media, più attraente. Se questa persona è affetta da una patologia cronica (come i nostri ragazzi emofilici) tatuaggi e piercing rendono, a livello psicologico, il suo corpo come più sano, incolume e vigoroso. Agiscono come una sorta di”bacchetta magica” capace di eliminare, almeno per un momento, la malattia. E’ quindi chiaro comprendere perché possono essere cosi importanti per questo ragazzo.

Alla luce di tutto ciò è davvero molto importante che un genitore o un medico, che si ritrovano di fronte a questo tipo di richieste, non reagiscano in modo istintivo o troppo semplicistico ma che, al contrario, capiscano bene le diverse motivazioni che spingono il ragazzo a voler compiere questo gesto sul proprio corpo.

Il supporto psicologico, in questi casi, può essere un valido aiuto per effettuare una scelta ponderata!

Leggi per approfondire:

Lassandro G et al. Tatuaggi e piercing nell’età  della transizione

Stirn, A. (2003). Body piercing: medical consequences and psychological motivations. The Lancet, 361(9364), 1205-1215.
Antoszewski, B., Sitek, A., Fijałkowska, M., Kasielska, A., & Kruk-Jeromin, J. (2010). Tattooing and body piercing-what motivates you to do it?. International Journal of Social Psychiatry, 56(5), 471-479.
Pajor, A. J., Broniarczyk-Dyła, G., & Świtalska, J. (2015). Satisfaction with life, self-esteem and evaluation of mental health in people with tattoos or piercings. Psychiatr Pol, 49(3), 559-73.

Nota: L’articolo rappresenta il punto di vista degli Autori e non la posizione ufficiale di AICE.