Titolo Studio Valutazione retrospettiva del fenotipo clinico e del trattamento nei pazienti affetti da difetti del fibrinogeno
Coordinatori Studio M.G. Mazzucconi, Roma
C. Santoro, Roma
Castaman, Firenze
Peyvandi, Milano
Data approvazione AICE Ottobre 2015
Approvazione CE Centro Coordinatore/partecipanti Centro coordinatore (Roma)
2015
Data avviso studio 19/1/2016
Centri partecipanti 22 (potenziali)
5 con approvazione CE (Roma, CZ, UD, PV, TO ad)
3 in corso di approvazione CE (TO ped, Castelfranco, Cagliari)
Fase dello studio Arruolamento
DOCUMENTAZIONE
Lettera intenti promotore per altri centri
Lettera informativa per il medico di medicina generale
GENITORI_Foglio informativo Consenso informato
Difetti fibrinogeno Dichiarazione Osservazionale
Difetti fibrinogeno Dichiarazione No Profit
Difetti fibrinogeno – CE approvazione studio
CRF Ipo-fibrinogenemia 30-11-16
CRF Disfibrinogenemia 30-11-16
BAMBINI_Foglio informativo Consenso informato
ADOLESCENTI_Foglio informativo Consenso informato
ADULTI_Foglio informativo Consenso informato
Valutazione retrospettiva del fenotipo clinico e del trattamento nei pazienti affetti da difetti del fibrinogeno
(afibrinogenemia/ipofibrinogenemia/disfibrinogenemia)
Cristina Santoro, Giancarlo Castaman, Flora Peyvandi, Maria Gabriella Mazzucconi
Introduzione
Il fibrinogeno è una glicoproteina di circa 340 Kd, sintetizzata prevalentemente dagli epatociti, che circola nel plasma ad una concentrazione di 150-350 mg/dl ed ha una emivita di circa 3 giorni.
Le alterazioni congenite del fibrinogeno possono essere quantitative (Ipofibrinogenemia, Afibrinogenemia) o qualitative (Disfibrinogenemia) e sono causate da mutazioni dei geni che codificano per le tre catene Aα, Bβ e γ. La prevalenza dell’afibrinogenemia è di circa 1:1000.000, mentre per quanto riguarda l’ipo-fibrinogenemia è difficile stabilire una prevalenza, in quanto molti casi possono essere asintomatici. I difetti quantitativi del fibrinogeno sono stati sempre considerati delle carenze coagulative a fenotipo emorragico. Tuttavia, sono sempre più numerose le segnalazioni in letteratura di episodi trombotici arteriosi e/o venosi, associati a tali coagulopatie, sia spontanei che in relazione al trattamento sostitutivo. La disfibrinogenemia congenita è il difetto del fibrinogeno più frequente, ma è difficile stabilirne l’esatta prevalenza dal momento che vi è un gran numero di casi asintomatici non segnalati. I pazienti affetti da disfibrinogenemia congenita presentano un fenotipo variabile. Possono essere asintomatici, ma anche andare incontro a complicanze emorragiche e/o trombotiche.
Scopo dello studio
Scopo di questo studio retrospettivo è valutare il fenotipo clinico di pazienti affetti da difetti del fibrinogeno presenti sul territorio italiano, e la relativa gestione di episodi emorragici e/o trombotici e loro complicanze.
Tipologia dello studio
Spontaneo, osservazionale, retrospettivo, pluricentrico.
Pazienti e metodi
I pazienti saranno segnalati dai Centri AICE dei quali è richiesta la collaborazione. Potranno essere arruolati tutti i pazienti affetti da a-ipo-dis-fibrinogenemia, la cui diagnosi sarà effettuata in base al fenotipo coagulativo: assenza di fibrinogeno attività e antigene per l’afibrinogenemia e ridotti livelli, consensuali, di fibrinogeno attività e antigene per l’ipofibrinogenemia; in caso di disfibrinogenemia la diagnosi sarà basata sulla discrepanza tra l’attività e l’antigene del fibrinogeno. In particolare un rapporto <0,7 viene considerato suggestivo per disfibrinogenemia.
Il fenotipo emorragico verrà quantificato utilizzando il”bleeding assessment tool” (BAT) della Società Internazionale di Emostasi e Trombosi. Verranno raccolti i dati clinici anamnestici già presenti nelle cartelle cliniche. Per raccogliere i dati si utilizza una CRF ad hoc, che verrà inviata a tutti i centri insieme al protocollo. I dati richiesti sono sia di natura demografica, sia riguardanti la storia clinica.

